La rivoluzione del canone Rai è arrivata (ed era stata di recente anticipata). Non si tratterà più di una vera e propria tassa, come riporta Il Giornale, bensì di un “contributo”, che verrà versato anche da chi non ha in casa la tv, la radio, internet o altro. Il nuovo sistema di finanziamento del servizio pubblico, messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) nella persona del sottosegretario Giacomelli, è pronto a far discutere e dovrà essere varato entro dicembre, ovvero prima che partano i vecchi bollettini del 2015.
Nuovo contributo Rai tra i 35 e gli 80 euro A cambiare sarà prima di tutto la dicitura: non più canone Rai, ma “contributo al servizio pubblico radio-tv” e sarà molto più basso del precedente. La cifra oscillerà tra i 35 e gli 80 euro, a seconda delle possibilità dei nuclei famigliari (calcolata sul reddito, ma anche sui consumi e altre variabili), e comunque nessuno, nemmeno i più abbienti, arriveranno a pagare più di cento euro (figurarsi i 113,50 euro attualmente vigenti). Le famiglie con il reddito minimo verranno passate al vaglio per una sorta di esenzione, ma è ancora tutto in discussione.
Il pagamento del contributo Rai senza bollettino postale Coloro che non posseggono televisori né altro tipo di apparecchi «atti alla ricezione del servizio radio televisivo», considerati quasi tutti potenziali evasori secondo i calcoli governativi, datosi che il 98% delle case, dicono le indagini, ha un tv in casa, dal 2015 dovranno pagare il contributo alla Rai come tutti gli altri. Spariranno, inoltre, anche i normali bollettini postali attraverso i quali si procedeva al pagamento del canone Rai, poiché si vocifera che il suddetto contributo verrà versato insieme alle tasse, probabilmente con un modello F24. Un piano messo a punto per consentire a tutti di pagare meno, garantendo un pagamento fisso generale e tentando così di arginare una falla nel campo delle evasioni, che negli ultimi anni ha dilaniato il sistema di regolamentazione del canone e i rispettivi controlli domiciliari.
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