A sette anni circa dovevano rispondere a domande del genere “Chi uccideresti per primo tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?”. Era questo, infatti, il titolo di un tema da svolgere in una classe di una scuola elementare in provincia di Ivrea. E non si tratta dell’unica “stranezza”. Le insegnanti, due donne alla soglia della pensione, spiegavano il sesso ai discenti così: “quando papà si intrattiene con le prostitute lungo la strada”, il “ciupa ciupa” e il “bunga bunga”. Poi i bambini presi per le orecchie e condotti fuori dall’aula se ammettevano di non aver capito la lezione e quelli che si dovevano dare il cambio ogni dieci minuti per massaggiare il colle delle maestre.
Il tutto è stato documentato dalle telecamere nascoste dai carabinieri. I militari, infatti, avevano raccolto la segnalazione dei genitori degli studenti, che si erano recati in caserma presentando, tra le altre cose, i temi dei bambini. I carabinieri, ricevuta l’approvazione dalla Procura, ad aprile hanno avviato le indagini, montando nella classe videospie di cui nessuno, studenti compresi, era a conoscenza. Tre settimane di riprese hanno dato confermato le accuse dei genitori. Eppure il caso potrebbe essere archiviato molto presto, perché, come spiega il pm Chiara Molinari, non si ravvisano atti penalmente rilevanti, per cui la vicenda potrebbe essere relegata al solo campo disciplinare, interno alla scuola. Il dirigente scolastico ha fatto sapere che “se questi sono stati i metodi usati dalle due insegnanti, li respingo senza se e senza ma”.
L’unico “ma” al momento è quello dei genitori, che protestano: “quelle due maestre andavano cacciate all’istante”. Celere Spaziante e Marco Morelli, avvocati delle famiglie, hanno presentato istanza contro la richiesta di archiviazione. L’avvocato Spaziante ha spiegato alla Stampa: ”non concordo con le conclusioni del pubblico ministero. Il lavoro eccellente dei carabinieri, infatti, ha permesso di dimostrare che i tragici sospetti dei genitori erano assolutamente fondati”. Si dovrà attendere il giudizio del Tribunale di Ivrea, ma la scuola potrebbe prendere provvedimenti disciplinari – sospensione e trasferimento – prima ancora che si pronunci la magistratura.
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