INDIA, 16ENNE STUPRATA DAL BRANCO DUE VOLTE E BRUCIATA VIVA: ''ERA INCINTA, LI AVEVA DENUNCIATI''
Nuovo stupro di gruppo in India. Questa volta il caso riguarda una ragazza di 16 anni morta martedì a seguito delle gravi ustioni riportate.
Come riferisce la stampa locale, la vittima non si sarebbe suicidata, ma sarebbe stata bruciata dai suoi aggressori. Secondo uno dei medici che l'hanno soccorsa, la ragazza era incinta.
LE INDAGINI La polizia sospetta di due uomini che avrebbero cosparso la giovane di cherosene prima di darle fuoco perché non aveva ritirato la denuncia di stupro. Inizialmente le autorità ed i famigliari pensavano che la ragazza si fosse suicidata per l'umiliazione e gli abusi cui veniva sottoposta anche dopo essere stata violentata da un gruppo di ragazzi in due occasioni.
SICUREZZA SUI BUS Nel giorno in cui si ha la notizia di un nuovo, terribile stupro di gruppo, l'India ha annunciato che sui mezzi di trasporto pubblico saranno installati dispositivi Gps e telecamere a tutela delle donne. Il ministro delle Finanze P. Chidambaram ha fatto sapere che la commissione del governo per gli Affari economici ha approvato la proposta di installare i dispositivi sui bus e sugli altri mezzi di trasporto pubblici. Il progetto sarà finanziato con i soldi del fondo istituito nei mesi scorsi, dopo che nel dicembre del 2012, a Nuova Delhi, una ragazzina venne stuprata, picchiata e torturata da un branco su un bus e morì dopo giorni in seguito alle ferite riportate.
STUPRATA DUE VOLTE Il primo stupro risale ad ottobre e la ragazza si era subito rivolta alla polizia, ma questo non aveva impedito a sei presunti aggressori di assalirla nuovamente. Dopo il loro arresto, la vittima era stata minacciata da alcuni amici degli aggressori che le avevano chiesto di ritirare la denuncia. Successivamente la giovane era stata umiliata e molestata continuamente, tanto che la sua famiglia aveva deciso di trasferirsi. Adesso la polizia accusa due dei sei detenuti di stupro e omicidio. Il caso ha suscitato immediate proteste nel capoluogo del Bengala occidentale, Calcutta, dove i difensori dei diritti delle donne accusano la polizia di non avere protetto la ragazza dopo la prima aggressione. Nel dicembre del 2012, un altro stupro di gruppo aveva provocato la morte di una studentessa di 23 anni, sollevando un'ondata di indignazione in tutto il Paese.
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