''Hitler non mangiava mai carne e così ci davano sempre cibo vegetariano'', a rivelarlo è l’ultima sopravvissuta tra le 15 donne che dovevano assaggiare il cibo cucinato per il Fuhrer. Margot Wolk, oggi 96enne, in un racconto fatto alla tv berlinese ricorda l’angoscia che provavano tutte ogni volta che dovevano assaggiare il cibo del leader del Terzo Reich. “Molte delle ragazze cominciavano a piangere non appena mettevano il primo boccone in bocca, perché avevano paura” ha sottolineato Margot, aggiungendo: “Dovevamo finire tutto quello che ci mettevano nel piatto, quindi aspettare un’ora e ogni volta eravamo terrorizzate che potessimo cominciare a stare male, perché girava voce che gli inglesi volessero avvelenare Hitler. Passato il termine, scoppiavamo a piangere, felici di essere sopravvissute”. Le ragazze infatti erano obbligate ad assagiare i cibi e la stessa Wolk venne costretta a diventare assaggiatrice dal sindaco di Partsch (oggi Parcz), cittadina polacca a poco distanza dal quartiere generale del Fuhrer.
Massima sicurezaa per il Fuhrer “La sicurezza era talmente stretta che non ho mai visto Hitler di persona, ma solo il suo cane alsaziano Blondi” ha rivelato ancora Margot. Come ha raccontato l’anziana donna, all’inizio le ragazze venivano prelevata da casa all’ora di pranzo e portata dalle SS in un edificio scolastico per assaggiare i cibi di Hitler, ma col passare del tempo i controlli vennero rafforzati e la situazione cambiò. Margot e le alte ragazze furono quindi costrette a trasferirsi direttamente all’interno della “Tana del Lupo”, il quartier generale nazista sul fronte orientale, costruito in una foresta a poca distanza dalla piccola cittadina prussiana di Rastenburg, oggi Ketrzyn.
La fuga e l’arrivo dei sovietici Margot Wolk riuscì a fuggire da quell’incubo grazie all’aiuto di un ufficiale delle SS che la mise su un treno per Berlino mentre l’Armata Rossa avanzava. La sua tranquillità però duro poco e finì in un nuovo incubo. Quando la capitale tedesca capitolò, infatti, le truppe russe la catturarono insieme ad altre ragazze e la violentarono per giorni. “Io e le altre ragazze giovani cercavamo di vestirci come delle vecchie per non farci notare, ma i russi ci presero lo stesso, ci tagliarono gli abiti e ci chiusero nella casa di un medico, dove ci violentarono per 14 giorni di fila” ha raccontato la 96enne che da allora ha dovuto convivere coi fantasmi del suo passato.
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