Svolta pro-privacy di WhatsApp. La chat più popolare al mondo finita di recente alla ribalta per la doppia "spunta blu" - il sistema di notifica di lettura visto dagli utenti proprio come un'intrusione nel proprio privato - secreta i messaggi con un sistema "approvato" anche da Edward Snowden.
L'applicazione di proprietà di Facebook adotta la crittografia "end to end" che protegge le comunicazioni da occhi indiscreti durante il trasferimento dei messaggi da un utente all'altro. La mossa segue di qualche giorno l'apertura del social network di Mark Zuckerberg a Tor, il sistema di comunicazione anonima su Internet. Per il momento la protezione dei messaggi di WhatsApp riguarda solo il sistema operativo Android e le chat singole. Non si estende ai messaggi di gruppo e ai file multimediali e dovrebbe arrivare in un secondo momento su altre piattaforme, (iOS di Apple, Windows di Microsoft e Blackberry).
«Sebbene siamo ancora nelle prime fasi della distribuzione crediamo che questo rappresenti già il più grande utilizzo della comunicazione criptata end-to-end nella storia», spiega sul suo blog "Open Whisper Systems", la realtà con cui WhatsApp ha collaborato per criptare la chat. Open Whisper Systems ha già sviluppato TextSecure, un'applicazione ma anche un protocollo adattabile ad altre app che può essere utilizzato al posto degli sms per inviare messaggi in maniera più sicura da intrusioni esterne, anche dagli hacker.
L'organizzazione non commerciale è molto apprezzata da attivisti pro-privacy tra cui lo stesso Edward Snowden che ha fatto scoppiare il Datagate. Il sistema adottato da WhatsApp blinda le comunicazioni in modo che possano essere lette unicamente da chi le invia e da chi li riceve e nessun altro, WhatsApp compresa. Ed è una garanzia non da poco per i suoi 600 milioni di utenti attivi mensili.
Nella svolta "secretazione" potrebbe aver influito il passato del co-fondatore della chat, Jan Koum, cresciuto nell'Ucraina degli anni '80 quando il paese ancora faceva parte dell'Unione Sovietica e le comunicazioni erano sotto controllo. Secondo il blog specializzato "The Verge", l'operazione sulla chat sarebbe iniziata poco dopo l'acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook per 19 miliardi di euro. E proprio pochi giorni fa lo stesso social network si è aperto agli utenti di Tor, il sistema di comunicazione anonima su Internet: potranno accedere alla piattaforma con un indirizzo web "ad hoc" che consente di non perdere le protezioni crittografiche e di conseguenza non vedere monitorato il loro traffico sulla piattaforma.
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