È un abile giocatore di poker e non solo: Loris Grancini è anche il capo milanese dei Viking juventini. I carabinieri lo hanno arrestato perché deve scontare una condanna definitiva a 13 anni e undici mesi per un tentato omicidio con un'arma da fuoco il 5 ottobre 2006. Con lui, in piazza Morbegno a Milano, dicono gli inquirenti, c'era Pasquale Romeo.Come riporta Repubblica.it, I carabinieri della stazione di Cernusco sul Naviglio, paese dell'hinterland di Milano dove Grancini risiede, hanno eseguito l'ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dal tribunale e lo hanno portato a San Vittore.
Per i giudici, Grancini fu "il mandante" mentre Romeo, condannato a nove anni con rito abbreviato, l'esecutore materiale che sparò due colpi di pistola contro Massimo Merafino dopo una lite davanti al bar 'Los Hermanos', in zona viale Monza. Secondo l'accusa sarebbe stata una ritorsione per una lite che si era verificata in un altro bar di Milano. Successivamente Grancini è stato accusato di aver minacciato e ferito con una coltellata al polpaccio un amico di Merafino, Antonio Genova, aggredito davanti a un bar ritrovo di tifosi juventini affinché non testimoniasse contro di lui.
Ad aprile era stato colpito da un Daspo di 8 anni dopo alcune denunce per istigazione a delinquere. L'ultima vicenda che lo coinvolge risale a cinque mesi fa e gli è costata un rinvio a giudizio: a luglio il capo ultrà bianconero è stato, difatti, accusato di tentata estorsione e atti intimidatori nei confronti del titolare di una società di eventi sportivi. Stando all'inchiesta del pm Enrico Pavone, Grancini con altri due tifosi tre avrebbe minacciato il titolare per costringerlo "a procurare loro biglietti" con una "corsia preferenziale" per le partite della Juve.