l sei in pagella prima del dribbling. La lezione di storia, prima di quella di tattica. E marinare la scuola ti fa finire, automaticamente, in tribuna.Per i calciatori in erba di Secondigliano c’è un “cartellino blu” che, da qualche tempo, si accompagna a quelli canonici, rossi e gialli, sul rettangolo verde.Lo estrae Marco Topo, 24 anni, laureando in Scienze motorie ma soprattutto presidente e allenatore della scuola calcio “La Cantera Athletic Club”, nei confronti dei baby calciatori che non antepongono la scuola al “pallone”, rischio concreto in questo fazzoletto di Napoli dove l’evasione scolastica è un problema diffusissimo.“Non vogliamo punire, ci mancherebbe. E l’idea del cartellino non deve trarre in inganno: è un simbolo attraverso il quale far comprendere che scuola e sport debbano andare di pari passo”, spiega Marco, barba folta e rossa, uno che ha iniziato ad allenare ad appena 18 anni. E non lo fa nel salotto buono della città: da queste parti, nella zona del Quadrivio, via Limitone d’Arzano, tutti ricordano per esempio la tragedia del 23 gennaio 1996, quando il crollo di una palazzina di tre piani provocò undici morti.“Sì, è una zona a rischio. Ma proprio per questo lo stimolo è più grande. E i nostri alleati principali sono i genitori, i docenti e i presidi delle scuole del territorio”. Perché funziona così: Marco e i suoi collaboratori sono autorizzati, con delega scritta, a colloquiare della situazione scolastica dei ragazzi – dai 4 ai 14 anni – iscritti alla scuola calcio.
“Non ci limitiamo alle tre ore degli allenamenti. Li seguiamo anche fuori, cercando di intervenire sui problemi di profitto e di comportamento dei ragazzi”. E chi sbaglia? “Decidiamo in base alla gravità della situazione. – spiega il presidente della scuola calcio – Nel peggiore dei casi, il ragazzo viene escluso dalle convocazioni per la partita della domenica, il momento più atteso. Ma viene con noi a vederla, dalla tribuna. E capisce che un voto basso in matematica o un’intemperanza in classe hanno ripercussioni anche sulla sua vita sportiva”.