Sapevate che il Lipsia è la squadra più odiata della Germania? Proprio così. E sapete anche qual’è il motivo di tanto rancore nei confronti di una squadra che appena sette anni fa giocava nei campionati minori?
La risposta è legata ai proprietari che sono i colossi della Red Bull, la famosissima bevanda energetica conosciuta in tutto il mondo. L’azienda austriaca per anni ha cercato una squadra per tuffarsi nel mondo del calcio e così la prima scelta cadde sulla Dynamo Dresda, poi nel 2009 su SSV Markranstädt, squadra di quinta divisione che Red Bull acquisisce e, come al solito, trasforma.
In Germania però le norme vietano di inserire il nome di un marchio commerciale nella denominazione societaria (a meno di deroghe come il Bayer Leverkusen) e così la nuova squadra si chiama RasenBallsport Leipzig, con le iniziali RB che ricordano comunque il nome dell’azienda.
Ma in Germania i tifosi danno molta importanza alla storia, alla tradizione. Club come il Bayern Monaco, l’Amburgo, il Borussia Dortmund, lo Shalke 04, il Werder Brema o il Borussia Moenchengladbach, hanno fatto la storia del calcio tedesco, mentre il Lipsia è considerata una realtà calcistica creata solo per fare soldi.
Negli ultimi anni sono state tante le manifestazioni contro il club dell’est. I tifosi del Colonia ritardarono l’accesso allo stadio del pullman del Lipsia sedendosi per strada. La protesta fece posticipare il fischio d’inizio di 15 minuti. In coppa, ad agosto, i tifosi della Dynamo Dresda lanciarono in campo una testa di toro, simbolo della Red Bull. E per anni, nelle serie inferiori, i tifosi hanno disertato le partite casalinghe che la propria squadra del cuore giocava contro il Lipsia. Lo slogan era chiaro: contro la squadra in lattina noi non veniamo.