Recenti studi di psico-sessuologia hanno investigato alcune delle dinamiche che caratterizzano le coppie odierne, soffermandosi essenzialmente su quello che accade durante il fine settimana.
Dalle indagini è emerso che lo stress e la corsa del quotidiano serve a tenere unita la coppia.
Sembra appunto che la differenziazione dei tempi e luoghi della coppia, che avviene durante lo svolgimento delle attività familiari ed extra familiari settimanali, serva a mantenere il rapporto in equilibrio, tra distanza ed eccessiva vicinanza; il fine settimana poi, viene abitato da noia coniugale, da un incremento delle tensioni e dei litigi, da cefalea del fine settimana e da infinite aspettative.
Coppie funzionali e funzionanti da lunedì a venerdì, diventano conflittuali, annoiate e colleriche il sabato e la domenica , pur rimanendo gli stessi attori del matrimonio. Da clinico che si occupa di coppie e delle loro dinamiche, mi chiedo:
All’inizio di un relazione, trascorrere tutto il tempo con l’altro\a, diventa un’esigenza quasi obbligata, nutrita dal bisogno di condivisione, di nutrimento emozionale, di conoscenza reciproca, di oceanica fusione con il mondo dell’altro, ma con l’andare avanti del tempo, questo bisogno di parassitaria fusione, dovrebbe lasciare spazio ad un “nuovo e più funzionale equilibrio spazio-temporale”, alternando spazi personali, spazi di coppia ed in seguito spazi familiari.
Le coppie che basano la loro unione sulla presenza imperante dell’altro, sulla fusione e simbiosi, hanno in sé un tallone di Achille, che tende ad emergere nei momenti di difficoltà, destabilizzandoli dalle radici. Il fine settimana per questi partners diventa un momento per ricongiungersi, fondersi ed azzerare le distanze, investendolo però di infinite e non veritiere aspettative il tempo ritrovato.
Il sabato e la domenica, spossati e stremati da una settimana intensa di lavoro, scuola, compiti, impegni vari e svariati, diventa un tempo da parcellizzare tra esigenze personali, esigenze della coppia, esigenze personali ed esigenze familiari.
Molto spesso la “suddivisione del tempo comune”, non è dalla facile e matematica risoluzione, alternando fusione a distanza fisica ed emotiva, aspettative di un tempo comune . Il famigerato lunedì, associato mentalmente a fatica, inizio di settimana, attività da svolgere e tanto altro ancora, sul piano emozionale e di coppia, sembra miracolosamente ripristinare i faticosi ed acrobatici equilibri del fine settimana.
Da sessuologa, mi chiedo se le aspettative salvazionistiche del lunedì non celino ben “altri disagi”, che la coppia acrobata nasconde, ammanta e volutamente non affronta.