TOAKAI TEITOI, UN MIRACOLATO – La vicenda ha davvero dell’incredibile: Toakai Teitoi, pescatore della piccola repubblica del Kiribati (Oceania), deve la sua vita ad uno squalo. Teitoi, padre di sei figli, secondo l’agenzia AFP ha trascorso due mesi e mezzo alla deriva nell’Oceano Pacifico centrale prima di essere salvato la scorsa settimana da un battello di pescatori delle isole Marshall.
SALVATO DA UNO SQUALO – L’eroe di questa vicenda è uno squalo di poco più di due metri di lunghezza, che Teitoi ha dichiarato di aver visto nuotare insistentemente intorno alla sua barca il pomeriggio dell’11 settembre. “Lo vedevo girare intorno a me, dando colpi allo scafo”, ha dichiarato il pescatore, “mi stava spingendo verso un peschereccio. Guardando all’orizzonte ho visto la prua di una nave, e un gruppo di persone che con i binocoli mi stava guardando”. Dopo aver catturato l’attenzione di Teitoi, lo squalo se n’è andato.
DISPERSI IN MARE – Secondo il quotidiano australiano Herald Sun, i problemi erano iniziati in una giornata di fine maggio quando Teitoi stava partecipando ad una cerimonia nella capitale di Kiribati, Tarawa. Al termine dell’evento il pescatore e il suo cognato cinquantaduenne presero la via del ritorno diretti verso Maiana, la loro isola natia. Il tragitto in barca sarebbe dovuto durare solo un paio d’ore, ma i due si addormentarono per svegliarsi molte ore dopo senza più carburante e completamente ignari della loro posizione.
NON NAVIGHERÒ MAI PIÙ – “Il cibo abbondava, ma il vero problema era che non avevamo nulla da bere” ha spiegato Teitoi. Pescando e bevendo acqua piovana Teitoi è riuscito a salvarsi, mentre purtroppo suo cognato è morto di disidratazione il 4 luglio. Dopo questa tragica disavventura, il pescatore di Kiribati è stato categorico: “Non andrò mai più in barca in vita mia. Piuttosto, prenderò un aereo”.