Tre gli arrestati: il promesso sposo insieme col padre e col fratello. Inoltre è stato emesso il mandato di cattura nei confronti del padre della bambina e del ‘nikah khwan‘, il cerimoniere, che risultano latitanti. Il matrimonio era stato “accordato” tra i parenti in base alla tradizione ancestrale del ‘watta sattà che prevede il matrimonio incrociato fra figli e figlie di due famiglie.
Fortuna ha voluto che qualcuno con un po’ di sale in zucca abbia pensato bene di informare anonimamente la polizia, diversamente la piccola Pathani a quest’ora sarebbe alla mercé di quell’uomo che, parer mio, avrebbe dovuto assolutamente rifiutarsi di sposare una bambina. Purtroppo le usanze di certi Paesi, incomprensibili a noi occidentali, prevalgono sulla ragione: in Italia ci sono stati diversi casi che hanno colorato di nero la cronaca dei nostri giornali.