Quello di “Amici” è diventato un vero “caso mediatico” dopo le pesanti dichiarazioni di Morgan. Il cantante ed ex coach della squadra bianca del programma di Maria De Filippi ha fatto delle pesanti dichiarazioni che riguardano la gestione del talent. Intanto sui social sembrano essersi create due fazioni, quelli che sostengono Morgan e quelli che difendono Maria De Filippi.
Morgan continua a far discutere con le sue affermazioni. Ecco cosa sostiene il cantante:
“Nei talent che ho frequentato prima di questo c’erano dei regolamenti scritti, qui invece non c’è un regolamento. Non c’è il regolamento, l’ho chiesto più volte: ‘Ma dov’è il regolamento?’, non esiste. Quindi, già siamo in una zona molto strana”.
Durante l’intervista rilasciata a Michele Monina, non solo ha dichiarato la mancanza di un regolamento scritto, ha anche affermato come la terza prova a cui i ragazzi sono sottoposti sia facilmente truccabile:
“Il meccanismo con cui fanno questo gioco è agghiacciante. Se soltanto lo scrivessero e lo pubblicassero, la gente si metterebbe a denunciarli. È chiaramente un meccanismo completamente contorto, per gettare confusione e fumo negli occhi. Su cinque prove, la terza è occultata perché non si può sapere chi ha votato cosa e guarda caso vale tre. Così se fai la somma, capisci che quella prova è lo spazio di manovra. Spazio di manovra, vuol dire che è truccabile. Perché deve essere secretata? Perché non posso sapere chi ha votato cosa? Loro hanno quesa usanza che tentano di inculcarti nelle riunioni, che devi giocare la tua carta più forte lì e io ho detto ‘Ma siete impazziti? Se la mia carta più forte la gioco nella prova occultata, voi me la potete buttar giù’. Io la gioco quando le cose sono alla luce del sole. Tutto è iniziato, da quando io ho messo in dubbio il loro meccanismo”
Morgan come un vulcano in piena ha addirittura definito il talent “un lager nazista” riferendosi alle condizioni in cui i ragazzi vivrebbero:
“Io sono andato in un lager nazista dove non solo non è una scuola, non ci sono libri, non ci sono pennarelli. Sono andato in un luogo dove i ragazzi vivono in case senza finestre, dove i ragazzi non possono avere contatto con i genitori, dove i ragazzi vengono filmati anche in bagno. Ecco dove sono andato. Io sono andato per vedere che cavolo succede lì dentro. L’anno scorso non avevo accesso a determinate stanze.”
E continua affermando il suo disagio nel lavorare in quell’ambiente dai “corridoi agghiaccianti” e i “grigi uffici del potere”. Descrive così quei momenti:
“Quando mi convocavano lì, mi mancava l’aria. E venivo bombardato con ‘questo non va bene’, ‘questo non lo puoi fare’. […] Lì regna l’horror della manipolazione e del plagio, vogliono che i ragazzi non pensino, che il pubblico non pensi e che siano degli oggetti da sfruttare nel loro mercato. […] Adesso faranno carte false, faranno di tutto e mi divertirò tantissimo a vedere che cosa si inventano”.

fonte: mondoincredibile.com