Raffaello Bucci, l'ultras della Juventus noto come Ciccio e caduto giù dal viadotto di Fossano lo scorso 7 luglio, non si sarebbe suicidato volutamente ma sarebbe stato costretto a uccidersi o addirittura ammazzato. Come riporta il Corriere della Sera, è quanto avrebbe scoperto la Procura di Torino indagando su un altro caso ancora poco chiaro: le infiltrazioni delle ‘ndrangheta nella tifoseria e nella curva della Juventus e il giro di bagarinaggio sui biglietti dello stadio. Bucci venne trovato morto poche ore dopo essere stato interrogato dagli stessi pm nell'ambito dell'inchiesta sui loschi affari che avvenivano in curva e che poi avrebbe portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 23 persone, tutte inserite da tempo nella curva bianconera come lo stesso Bucci.
"Bucci, così come aveva fatto in passato, anche nelle recenti mansioni svolte all’interno dell’ufficio di appartenenza della Juve accumulava guadagni personali dalla vendita di biglietti. Vendita dalla quale non poteva occuparsi in quanto collaboratore dello slo (le figure responsabile della tifoseria nominate dai club)" scrivono gli inquirenti della squadra mobile di Torino. Proprio la cresta sui biglietti che gli venivano affidati potrebbe essere il movente dietro la sua morte, sempre secondo le indagini. Per questo la Procura sarebbe propensa a ipotizzare il reato di induzione al suicidio.
Del resto tra le persone più vicine a Bucci tutti avevano confermato che l'uomo non aveva mostrato alcun sentimento di suicidio in nessuna occasione. E c'è chi addirittura parla di vero e proprio omicidio. Tra questi la ex moglie che avrebbe riferito di alcune telefonate udite dal figlio piccolo secondo il quale c'erano persone intenzionate a fare del male al padre. "Lo hanno ucciso quelli della vecchia gestione della curva, che ce l’avevano con lui" avrebbe riferito il ragazzino che avrebbe ascoltato molte conversazioni telefoniche del padre. La Juventus dal suo canto ricorda che nessun dipendente o tesserato è stato indagato in sede penale precisando che, nel pieno rispetto delle indagini e degli inquirenti, la società ha sempre collaborato mantenendo uno stretto riserbo a tutela del segreto istruttorio.

fonte: fanpage.it