La storia risale al 2005, quando, al Santa Chiara il professor Facchini, allora direttore di Ostetricia e Ginecologia, diagnostica un carcinoma da trattare con la rimozione dell’utero.
In realtà la donna era affetta da una patologia infiammatoria cronica. L’intervento le era stato sconsigliato, ma la donna, preoccupata dalla diagnosi, si rivolse a un altro specialista: Orlando Goletti, all’ epoca direttore della chirurgia generale del Lotti di Pontedera.
Una volta effettuata l’operazione, però, dagli esami citologici effettuati sugli organi asportati, si evince che i reperti erano di natura benigna: “riferibili a patologia infiammatoria cronica e non a eteroplasia”.
Il Tribunale civile in primo grado ha dato ragione alla paziente condannando le due aziende e i docenti a risarcirle un danno fissato in circa 45mila euro.

fonte: retenews24.it