Sono trascorsi 23 lunghi anni dalla scomparsa di Ylenia, la figlia di Al Bano e Romina, ma oggi si torna a parlare di questo triste evento che ha sconvolto per sempre la vita della famiglia Carrisi. Ed è proprio papà Al Bano a parlarne, nel corso di una lunga intervista a Mistero Magazine. La scomparsa di Ylenia risale al 1993 e proprio in quel maledetto anno il cantante si è ritrovato spesso a osservare dei segni che interpretò come cattivi presagi. ''Mi ricordo 5 maledetti gatti neri e mi scuso con tutti gli animalisti, alla fine dell'anno 1993 – racconta Al Bano -. Spuntarono tutti insieme di fronte a casa mia, davanti al bosco… Ed è una cosa che non dimenticherò mai. Sempre in quei giorni, una pigna cadde sul presepe di casa, che prese fuoco e andò distrutto''. Un periodo orribile quello, che ha coinciso anche con un rapporto burrascoso con la religione ma poi è passato.
''Reagii contro Dio, ma capii subito che stavo commettendo un gravissimo errore, perché mi allontanavo da una certezza per affrontarne altre… Non entro nei particolari, ed è giusto che sia così, ma dopo un po' mi ritrovai a pensare: 'Se a Dio hanno ammazzato un figlio, tu chi ti credi di essere per non poter provare su questa Terra una cosa del genere?'. A quel punto ricominciai a collegarmi con Dio e il mio spirito migliorò, sentivo meno acidità e cattiveria dentro. Così ho riscoperto la cristianità''. E ancora: "A questo proposito un incontro speciale ha influito molto nella sua vita, lo ha arricchito. Quello con papa Giovanni Paolo II. ''Ho cantato 7 volte per lui e ogni volta che ci incontravamo mi faceva venire i brividi – continua Al Bano -. Non dimenticherò mai il primo incontro, nella sua cappella privata in Vaticano. Eravamo 22 persone, c'erano mia madre, mio fratello, Romina, le 2 bambine".
"Quell'incontro mi segnò, perché in lui vedevi il divino: nei suoi occhi percepivi la bontà assoluta, ma anche la capacità di leggerti l’anima fin nel profondo''. Dopo aver affrontato l’argomento religione, il cantante di Cellino San Marco passa poi a parlare del suo rapporto con la superstizione: ''Certo non ne faccio una ragione di vita, ma ci sto attento, con moderazione. Per esempio: dicono che il 17 porta sfortuna? E allora io lo considero un numero in grado di avvertirti che qualcosa potrebbe non andar bene'', conclude.


Fonte: caffeinamagazine.it