Sta meglio Lorenzo Mari, 79 anni, l’uomo graffiato e morso da un ratto domenica pomeriggio all’ospedale di Chieri, nel torinese. L’anziano ha superato la crisi respiratoria ed è ricoverato in Area Critica. Ci rimarrà una decina di giorni, poi verrà dimesso. Intanto però racconta a ‘La Stampa’ quanto accaduto: “Appena intubato, sento qualcosa che si muove tra le gambe. Lo sposto con la mano, senza guardare. Passa qualche secondo e di nuovo sento qualcosa. Allora tolgo il respiratore, sollevo il lenzuolo e lo vedo: un ratto grande come un gatto”.
“Non ho fatto neanche in tempo ad avere paura talmente è stata la sorpresa. Ho chiamato l’infermiera, poveraccia quando lo ha visto stava per svenire”, spiega Lorenzo Mari, che sostiene di essere riuscito a mantenere il sangue freddo: “Ho detto all’infermiera di prendere una scatola e una lastra per le radiografie. Lo abbiamo intrappolato, ma lui, prima di finire nella scatola, forse impaurito, mi ha graffiato e morso leggermente. Poi l’infermiera è riuscita a buttarlo in strada. Era davvero grande: pensi che era grosso quanto la scatola e la coda usciva”.
Lorenzo Mari rileva: “Ho avuto una vita dura, tanti anni in fonderia alle Grandi Ferriere. Anche li c’erano tanti topi, ma chi pensava di trovarli anche in ospedale…”. In attesa di sporgere denuncia attraverso qualche associazione per i diritti del malato, l’anziano prova a dare una spiegazione su come abbia fatto il topo ad arrivare lì: “Il lenzuolo della barella toccava per terra, il topo si deve essere arrampicato da lì. Qualcuno ha detto che era nell’ospedale. Credo che si sia intrufolato dalla porta di ingresso, non posso credere ad un topo che gira indisturbato tra le sale. Poi mi hanno detto che ci sono le trappole con le esche avvelenate della derattizzazione”.

fonte: direttanews.it