Maschere antigas da collegare a un bong (grossa pipa ad acqua) per aspirare droga e avere uno sballo molto più potente. Con tanto di avvertimento: "Indossate sotto occhiali da piscina o vi esplodono gli occhi". E ancora: sciroppi per la tosse che contengono codeina mescolati a Sprite e Fanta, o fatti colare sul gelato. E le più tradizionali canne. Tutto viene puntualmente ripreso o fotografato, tutto finisce inevitabilmente in rete per andare a caccia di like e visualizzazioni record. Anche il mondo degli eccessi diventa così virale, un esibizionismo che si sta diffondendo a macchia d'olio di giorno in giorno soprattutto tra i più giovani. A raccontare questa nuova moda è il Corriere della Sera, che parla di un "consumo non fine a se stesso, ma da mettere in vetrina (spesso Facebook, molto Instagram). Più è bassa l'età, più è forte l'ansia da ostentazione. Gli esperti riflettono sul passaggio: qual è il confine tra usare droga per sballarsi e sballarsi per sfoggiare l'esperienza?".
Spiega Riccardo Gatti, responsabile del dipartimento Dipendenze dell'Ats (l'ex Asl): "La droga per i ragazzini dev'essere “glamour”: va di moda quella che si spettacolarizza di più". Il sospetto è che la volontà di mettersi in scena in condizioni di disfacimento psico-fisico possa essere un incentivo al consumo. Tendenza che si dispiega nella vastità delle reti social, ma che poi riaffiora nelle strade: "I giovani — spiega Giovanni Sesana, responsabile medico del 118 — non chiamano neanche il 118, ma tracollano per strada. Noi li raccogliamo con l’ambulanza quando la situazione è degenerata".
Conclude Emilio Fossali, responsabile del pronto soccorso pediatrico De Marchi e Policlinico: "Il 70 per cento dei giovanissimi che arrivano per incidenti gravi hanno abusato di stupefacenti. Qualche tempo fa un ragazzino di 14 anni ha avuto una sincope. Aveva difficoltà a stare in piedi, durante il tragitto in ambulanza sono comparsi ipotermia, vomito, ipotensione. In pronto soccorso, letargia e coma, con depressione respiratoria. Ce l'ha fatta per un pelo".


fonte: caffeinamagazine.it