Il servizio di Report ha scoperchiato il marchio che c’è sotto le pentole degli chef stellati in Italia e raccoglie una testimonianza agghiacciante dell’ex cuoco del ristorante di Belen e Bastianich: “Hanno distrutto tutti i miei sogni”.
Un servizio di Report ha portato alla luce il marcio che si nasconde nei ristoranti degli chef stellati in Italia, raccogliendo anche una testimonianza agghiacciante dell’ex cuoco del Ricci, il ristorante di Bastianich e Belen.
Il servizio “Sotto le stelle” è stato girato da Bernardo Iovene per la prima puntata di “Report”, senza la Gabanelli. Una partenza con il botto, la redazione scoperchia il pentolone delle cucine degli chef più famosi d’Italia. Il mondo enogastronomico trema mentre Iovene parla di tutto ciò che riguarda questo mondo.
Tra gli chef sono stati intervistati c’era Andrea Berton che cerca di rispondere alle domande senza cadere nelle provocazioni, ma quando prepara la lasagna fa notare l’utilizzo del grana “un marchio di qualità”. Il servizio ci mostra come Grana Padano sia molto più presente nel settore per parecchi investimenti.
Ma poi si inizia a parlare del Ricci. Chi intraprende questo lavoro spesso sogna di diventare una grande chef. Anche nel mondo delle cucine stellate c’è lo sfruttamento, nonostante i grandi fatturati, notorietà e vip. Lavorare per queste stelle spesso non è così facile. Lo racconta l’ex cuoco del Ricc, il famoso ristorante di Milano appartenente a Belen e Bastianich.
Fino all’ultimo pensavo ‘ci sono grossi personaggi, è impossibile essere trattato come negli altri ristoranti’. E invece la delusione è ancora più grande perché i personaggi sono più grandi. Il Ricci è di Bastianich, della Belen. Ero assunto in regola, mi capitava di lavorare anche 16-17 ore al giorno ma mi pagavano per 8 ore al giorno. Ed era sistematico. Mi lamentavo? Certo, ma la risposta era che se non mi stava bene me ne potevo andare.
L’intervista finisce in lacrime:
E ti rendi conto che hanno giocato con la tua vita, non aprirò mai il mio ristorante. Ma non importa, quanti sogni ho bruciato ai miei figli senza che neanche si siano avvicinati, solo perché io ho voluto avvicinarmi al mio.
Un meccanismo che sembra normale per tutti gli chef, quello di lavorare oltre le 8 ore regolari.

fonte: tv.fanpage.it