''HO TENUTO MIA FIGLIA NEL SUO LETTO PER 11 GIORNI DOPO LA SUA MORTE''

Ilse Fieldsen è una mamma che ha compiuto un grande atto di generosità nel momento in assoluto più drammatico per un genitore.

La sua piccina, Georgia, che aveva solo 3 anni, purtroppo è morta per un aneurisma celebrale, mentre si trovava in vacanza in Egitto nel dicembre del 2013. La bimba si era sentita male in spiaggia, ma nonostante la corsa disperata in ospedale non c’è stato niente da fare.

 

Nelle ore successive Georgia è stata dichiarata morta, ma prima che i macchinari che tenevano in vita la figlia venissero spenti Ilse e James, i suoi genitori, hanno deciso di donarne gli organi salvando 4 vite e la vista di un ragazzo.

“Prima che Georgia entrasse in sala operatoria l’abbiamo abbracciata per un po’ e le abbiamo detto vai a fare la tua parte. Sapevamo che lei avrebbe voluto aiutare”.


Dopo l’operazione la bimba è stata portata nella camera mortuaria. La sua mamma era inizialmente un po’ restia ad andarla a trovare per via delle sue condizioni, ma successivamente si è accorta che aveva dei bulbi oculari artificiali al posto degli occhi e che l’unico segno dell’espianto era una linea sul torace.

 

Il responsabile della camera mortuaria ha chiesto alla famiglia se volessero portare il corpo a casa.

“Io non sapevo che fosse un’opzione ma ho subito capito che volevamo farlo. Volevo solo portarla a casa, nel luogo a cui apparteneva.”


Così Ilse e suo marito hanno stabilito di portare il corpo della figlia a casa con loro, stando con lei per 11 giorni.

Nel frattempo la pelle della bimba si era raffreddata e il suo aspetto era diventato sempre più diafano.

 

“So che molte persone penseranno che quello che abbiamo fatto fosse shockante ma per noi aveva senso, il corpo di nostra figlia ci apparteneva, averla a casa ci ha aiutato ad elaborare il lutto”.

“Un centinaio di anni fa l’85% delle persone moriva in casa e i corpi rimanevano con le famiglie fino al funerale. Dopo la fioritura degli ospedali le persone hanno cominciato a morire lì e la morte non è stata più parte della comunità”.



Avere il corpo del defunto a casa era catartico, “poter trascorrere del tempo con la persona morta può aiutare. Avere il tempo di dire addio è importante” spiega il portavoce del Servizio Sanitario Nazionale Simon Chapman.

Le persone addette al funerale hanno controllato la temperatura nella stanza e hanno consigliato di congelare l’ambiente per mantenere il corpo intatto. Essendo pieno inverno è bastato tenere la finestra aperta.

“Il suo corpo era freddo ma sembrava la mia piccina”.

Ancora frastornati da quanto accaduto James e Ilse hanno preparato il funerale di Georgia. La mamma della bimba era consapevole di non doverla abbracciare troppo o tenerle la mano perché così avrebbe surriscaldato il corpo. “A ripensarci vorrei averla abbracciata di più” ricorda, tra le lacrime.

Ilse trascorreva la maggior parte delle notti con la figlia. “James trascorreva molto tempo con lei di giorno. Io non riuscivo a dormire e trascorrevo le sere a dirle quanto le volevamo bene, le ho descritto come sarebbe stato il suo funerale e le parlavo come se fosse ancora viva. “

Inizialmente i genitori non volevano che il figlio minore di 2 anni vedesse la sorella morta, in seguito però hanno deciso di mostrargliela.

“Per quanto ne sapesse per lui la sorella era addormentata”.

Ilse aggiunge che sebbene nessuno la criticasse apertamente alcuni la guardavano come se dicessero : “come puoi farlo?. Nessuno però può giudicare senza essere stato nella stessa situazione”.

Nei giorni seguenti si sono registrati solo piccoli cambiamenti nel corpo della bimba, “James mi ha aiutato a lavarle i capelli e le ho passato una lozione sulle mani”.

La sera prima del funerale la mamma ha portato nel letto matrimoniale il corpo della figlia, in modo che trascorresse la notte insieme alla mamma e al papà, per l’ultima volta.

“Lui le ha tenuto la mano destra, io la sinistra, abbiamo pianto”.

Prima di andare al funerale Ilse ha stretto per l’ultima volta la figlia in un abbraccio pelle a pelle “volevo sentire la sua pelle sulla mia l’ultima volta. Le ho tagliato una ciocca di capelli per conservarla. Il suo corpo era molle.

Solo dopo il funerale la donna ha confessato al figlio minore che la sorella era morta e che sarebbe vissuta per sempre nei loro cuori.

Ilse e suo marito hanno deciso di tornare a parlare della loro perdita in occasione del 7° compleanno della figliaportarla a casa ci ha dato un po’ di tempo, è stato come se potessimo proteggerla fino alla fine. Questo è stato il nostro modo di dire addio e una bellissima cosa che siamo stati in grado di fare” ha dichiarato la mamma sul Telegraph.

 

fonte: universomamma.it

 

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