“Ha lanciato il più profondo urlo che io abbia mai sentito; è un suono che nessuna madre dovrebbe sentire” ricorda questa mamma.
La prima reazione di Laura è stata quella di rivolgersi alle persone della reception del luogo chiedendo una forbice ma dopo aver spiegato l’accaduto queste l’hanno indirizzata verso un ambulatorio locale.
“La rete lo stava strangolando. C’erano due piccole bolle da entrambi i lati, come pelle, e sembrava che stessero per scoppiare“.Il medico non è riuscito a liberare il piccolo e quindi è stata la volta di un ospedale, dove, dopo aver dato a Jack un anestetico locale, i dottori sono finalmente riusciti a liberarlo.
I medici erano però preoccupati per il tratto urinario che poteva essere stato danneggiato dalla pressione esercitata dalla retina o, peggio, essere rimasto bloccato.
Fortunatamente Jack, dopo poco tempo, è riuscito ad urinare e i dottori hanno rassicurato la mamma confermando che non aveva riportati danni permanenti.
“Hanno detto che è stato molto fortunato e che appena qualche settimana prima era capitato un altro incidente simile con un altro piccolo bambino” ha dichiarato questa mamma a Metro.
Jack è rimasto a lungo arrabbiato per l’incidente e ancora oggi lo racconta agli amici per evitare che accade anche a loro, racconta Laura. E anche lei vuole informare i genitori del rischio che si può correre e dell’importanza di rimuovere la retina dai costumi da mare.
Laura aveva comprato il costume da Tesco, una catena diffusa all’estero, e i responsabili si sono scusati con la famiglia.

fonte: universomamma.it