Un tragedia che arriva da Cardiff, nel Galles. Una storia triste fatta di violenza e persecuzione. Emily Stickells, a 16 anni, ha messo fine alla sua esistenza per colpa di mostri senza pietà. La giovane ragazza britannica si è impiccata in casa, nella sua stanza, dopo aver denunciato più volte di esser stata violentata.
È quanto è emerso dalle indagini compiute dagli inquirenti gallesi nell’inchiesta sul suo drammatico decesso ritrovata senza vita lo scorso maggio.
La presunta violenza sessuale era stata denunciata parecchi mesi prima del tragico epilogo ma Emily, da allora, si era convinta che nessuno credeva alle sue affermazioni. “Si sentiva come se nessuno l’avesse creduta ma io le credevo” ha raccontato la mamma, la signora Sharon Thomas rivelando che dopo il fatto la ragazzina ha iniziato anche ad andare male a scuola.
A scoprire il corpo senza vita della 16enne è stata proprio la mamma al ritorno dal lavoro. La donna sentiva che c’era qualcosa che non andava, allora è uscita prima dall’ufficio perché impensierita dal non riuscire a contattarla. Sharon infatti aveva cercato di sentirla al cellulare più volte nel corso della giornata senza però riuscirci.
Dopo la denuncia di violenza, Emily era stata ritenuta a rischio minimo di ulteriore violenza e consegnata alla sua famiglia, ma aveva rifiutato una consulenza di uno psicologo assicurando che stava affrontando il problema con l’aiuto dei suoi cari.
“La sua naturale timidezza le impediva di raccontare i suoi problemi” hanno spiegato i suoi professori. A pesare sullo stato psicologico dell’adolescente già in difficoltà però potrebbe essere stata anche la prematura rottura con il fidanzato avvenuta poche ore prima del suicidio.

fonte: direttanews.it