Si sta facendo strada l’ipotesi che nella triste vicenda di Maria Ungureanu, la piccola di 10 anni ancora da compiere ritrovata morta all’interno di una piscina di un ristorante a San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento, ci possa essere implicato un altro uomo, diverso da Daniel Petru Ciocan, il giovane rumeno di 21 anni, amico di famiglia e ultimo ad aver visto la bimba in vita.
A supporto di questa tesi, vi sono i risultati delle perizie che testimoniano come alle 21.15 Maria Ungureanu fosse ancora viva, mentre per quell’ora il 21enne romeno avrebbe un alibi, essendo in un altro posto, come sostengono anche alcune testimonianze a suo favore. Ad alleggerire la posizione del ragazzo ci sarebbero anche i riscontri sul Gps del suo cellulare e alcune riprese delle telecamere di videosorveglianza, a cui si aggiungono appunto le testimonianze di parenti e amici.
Secondo l’avvocato Giovanni d’Occhio, difensore di parte civile dei genitori della bimba, vi sarebbero delle discrepanze negli orari rispetto al racconto del giovane, inoltre il delitto potrebbe essere opera di più persone.
Al momento il romeno ventunenne resta l’unico iscritto nel registro degli indagati, anche se i carabinieri del comando provinciale, coordinati dal colonnello Pasquale Vasaturo, starebbero appunto vagliando la posizione di un’altra persona, che avrebbe visto Maria Ungureanu negli ultimi tempi e che sarebbe già stata ascoltata dai militari dell’Arma della caserma di Cerreto Sannita che, guidati dal procuratore di Benevento Giovanni Conzo e dal sostituto Maria Scamarcio, hanno anche riascoltato sia Daniel che i genitori della piccola.