Non sorprenderebbe se nelle zone colpite dai terremoti del 18 gennaio si verificasse una scossa di intensità pari o superiore a quelle avvenute". Lo ha detto all'ANSA il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. "Non sappiamo quanta possa essere l'energia ancora da liberare, ma è più che legittimo dire che non è da escludere un evento più importante, ma non è possibile dire quando", ha aggiunto Doglioni.
Nelle ultime ore gli eventi sismici tra le province dell’Aquila (Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) e Rieti (Amatrice) non si sono mai fermati. E' un'area che registra dal 18 gennaio "una sequenza molto attiva", ha rivelato lo stesso Isituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che, ad oggi, complessivamente, ha rilevato quasi 600 eventi sismici di magnitudo maggiore o uguale di 2 e salgono a circa 70 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 rispetto a ieri.

fonte: fanpage.it