La famiglia Camp si fidava del ragazzo di appena quattordici anni a cui affidava la figlia di tre anni Raelyn: si era sempre comportato bene, in maniera inappuntabile. Non è chiaro quindi cosa gli abbia fatto scattare in testa il terribile gesto di infilare la bimba nella lavatrice e, subito dopo, nell’asciugatrice. Per fortuna, la piccola se l’è cavata con lividi su tutto il corpo, mentre il 14enne è stato rinchiuso in un centro di detenzione minorile con le accuse di negligenza e comportamento criminale.
La vicenda è avvenuta in una casa di Garrett, in Indiana, negli Usa, dove Missy Camp aveva affidato diverse volte la figlia a quell’adolescente che conosceva fin da quando era bambino e del quale si fidava, tant’è che mai nessun dubbio c’era stato sul suo comportamento, fino alla scorsa settimana. La donna è tornata a casa e ha trovato il suo appartamento ridotto come un campo di battaglia: il 14enne aveva bevuto diversa birra e c’erano pillole sparse sul pavimento. Ingenti anche i danni: una televisione e una finestra in frantumi e il bagno in condizioni pietose. In un angolo la piccola che piangeva, mentre il babysitter e altri tre ragazzi ubriachi avevano inscenato un festino.
Secondo l’emittente WANE, a confessare è stata una ragazza che ha raccontato quanto era successo alla piccola, a cui sono stati rilevati dei lividi sul corpo. Così Missy Campo si è rivolta alle forze dell’ordine, ma il ragazzo ha negato le accuse, spiegando a Roland McPherson, capo della polizia di Garrett, che Raelyn si era procurata gli ematomi giocando in giardino. La polizia e il giudice non hanno creduto al suo racconto e per questo è finito nel centro di detenzione.
