Arriva da Viterbo questa tristissima storia, ma che ci fa capire quanto distante sia l’apparato statale dal popolo e dai problemi che affliggono le persone, e quanto indifferente rimanga difronte alla sofferenza, persino quando si tratta di una anziana. Gli anziani sono una delle categorie sociali più fragili, e andrebbero tutelate, ma non è quello che è successo nel caso della signora Maria P. di 73 anni, che viveva da sola in un appartamento della periferia di Viterbo, che condivideva con il figlio, prima che egli morisse. Rimasta sola, con la sola pensione minima, Maria non ha potuto più pagare regolarmente l’affitto.
Maria è stata sfrattata tre giorni fa, ma non avendo più nessuno, e non riuscendo a trovare spazio nelle strutture pubbliche, letteralmente stracolme di immigrati, ha provato a cercare riparo per strada, ma il freddo ha prevalso, uccidendola nell’indifferenza collettiva. Sono incorso delle indagini per capire se ci sono da accertare eventuali responsabilità, e per capire come mai una donna anziana non sia riuscita a trovare nemmeno un posto in nessuna struttura, tanto da morire per strada. Su tutte le furie le associazioni per i diritti degli anziani, che minacciano proteste e denunce contro il comune “Perché non ci mettete gli immigrati sotto i ponti? Loro magari riescono a sopravvivere!” questo è più o meno il sentimento comune che investe la cittadinanza di Viterbo, e che non si può che condividere. Come ci si può dimenticare di una anziana tanto da lasciarla morire per strada? Forse perché non ci si poteva lucrare sopra?

fonte: lanozione.com