Sono quattro i bambini che hanno contratto ad Altamura, in provincia di Bari, la sindrome emolitica uremica (Seu), una infezione intestinale che può portare anche al decesso come è avvenuto ieri a una piccola di 16 mesi della città murgiana ricoverata all’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ del capoluogo pugliese. Anche altri due piccoli ricoverati sono di Altamura mentre il quarto è campano ed è ricoverato a Napoli dopo essere transitato nei giorni scorsi dalla città murgiana.
Allarme Seu, che cos’è e come si manifesta
L’infezione colpisce prevalentemente i bambini (ma anche gli anziani) e si manifesta con diarrea e anche con sangue nelle feci e vomito. I casi della piccola deceduta e di uno degli altri tre bimbi erano noti da giorni. La più grave era proprio la piccola curata in terapia intensiva. Per lei non c’è stato nulla da fare a causa di alcune complicanze. Intanto sono in corso accertamenti da parte delle autorità sanitarie pugliesi e dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni Sanità. Le verifiche di Asl e Nas si sono concentrate nelle ultime settimane sui cibi che in genere assumono i bambini.
Bari, bimba di 16 mesi muore per Seu: altri bimbi ricoverati
Le autorità sanitarie regionali sono al lavoro da giorni per individuare i ceppi del batterio e la causa dell’infezione. Sono stati effettuati e sono tuttora in corso controlli in diversi esercizi commerciali e aziende del settore agroalimentare di Altamura. La questione questo pomeriggio è stata al centro di un incontro del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con il direttore del Dipartimento regionale di Promozione della Salute, Giancarlo Ruscitti, i responsabili dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale, della ASL Bari, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata e dei Carabinieri. Della questione non è stata ancora formalmente interessata la Procura di Bari che, tuttavia, alla luce del decesso della bambina avvenuto ieri, potrebbe essere chiamata nelle prossime ore a disporre accertamenti urgenti.
Bimba muore ad Altamura. “Allarme latte crudo”
“Allo stato attuale non c’è alcuna emergenza Seu in Puglia”, si legge in una nota diffusa al termine del tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare presieduto dal direttore del dipartimento Politiche della salute e benessere socialem Giancarlo Ruscitti. Alla riunione hanno partecipato “rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, dell’osservatorio epidemiologico e dei Nas”. Probabilmente “la contaminazione deriva dall’uso non corretto di latte crudo, che non può essere assolutamente utilizzato per l’alimentazione umana se non previo trattamento termico”. E “la Asl di Bari – ha preallertato i pronto soccorso in modo che vi sia un’attenzione particolare su casi anche lievi di gastroenterite emorragica in tutte le classi di età per monitorare l’insorgenza di eventuali nuovi casi e trattarli precocemente”. Nella nota si “raccomanda vivamente alla popolazione che tutti gli alimenti vanno consumati previa adeguata cottura per ciascuna categoria, evitando di somministrare prodotti crudi in specie ai bambini in età pediatrica”.
Allarme latte crudo, attenzione ai bambini
I bambini avrebbero contratto l’infezione bevendo acqua o ingerendo cibo contaminato, come spiega Repubblica. La sindrome emolitico uremica è una malattia rara che colpisce soprattutto i più piccoli e gli anziani e provoca un’insufficienza renale acuta. Nel 90 per cento dei casi la Seu è una complicanza di un’infezione intestinale batterica causata da ceppi di escherichia coli che producono una tossina molto potente. L’infezione può essere trasmessa per via alimentare o oro-fecale.
fonte: retenews24.it