Ci sono immagini che, a un primo sguardo, possono ingannare o creare confusione; le chiamiamo illusioni ottiche, ma non sempre l’espressione è precisa. In molti casi, infatti, l’abbaglio non dipende dai nostri occhi, ma piuttosto dal nostro cervello e dal modo in cui elabora i dati percettivi.
Per questo tipo di illusioni ottiche, si parla più propriamente di illusioni cognitive; si tratta quindi di vere e proprie “Mind Traps”, o trappole per la mente!
Tra le immagini che creano qualche difficoltà al nostro cervello, ci sono le figure ambigue, cioè rappresentazioni che possono essere interpretate in modi diversi.
Un esempio molto noto è l’illusione pubblicata di seguito, sviluppata dallo psicologo americano Joseph Jastrow e analizzata anche dal filosofo Ludwig Wittgenstein.
Vedi un papero con il becco rivolto a sinistra, o un coniglio con il muso rivolto a destra?
Nonostante gli occhi percepiscano sempre la stessa identica immagine, il cervello può leggerla ora in un modo, ora in un altro.
Altre illusioni cognitive molto interessanti sono le figure impossibili, cioè oggetti che si possono descrivere e disegnare, e che risultano perfettamente credibili a un primo sguardo, ma che non esistono né potrebbero esistere nel mondo a tre dimensioni.
Nelle illusioni prospettiche l’inganno è generato dal punto d’osservazione, e quindi dal modo in cui i nostri occhi raccolgono i dati percettivi, ma anche dal nostro cervello, che filtra e rielabora quei dati. Si crea così una situazione in cui ciò che vediamo è in contrasto con ciò che sappiamo.
Le illusioni ottiche sono sia un importante oggetto di studio per la psicologia e le scienze cognitive, sia una forma di intrattenimento intrigante e molto divertente. Non a caso, questi fenomeni possono tornare utili anche ai prestigiatori, come accade nel video intitolato Canette dell’artista torinese Davide Brizio. Buona visione!

fonte: antonioargus.it