ANCORA UN COLPO DI SCENA NEL TRAGICO OMICIDIO DI NOEMI - IL PAPA' DI NOEMI A CASA DEL FIDANZATO: ''L'HA UCCISA SUO PADRE'' ECCO COSA STA ACCADENDO
Momenti di tensione nei pressi dell'abitazione del reo confesso omicida di Noemi Durini a Specchia, in provincia di Lecce. Il padre della vittima si è recato a casa dei genitori del giovane e ha accusato il padre del fidanzato dell'omicidio della figlia. Si è reso necessario l'intervento dei carabinieri. Lo riporta la trasmissione Mediaset "Quarto grado".
"Non sapevo nulla e mai avrei aiutato mio figlio a commettere un simile gesto. Mio figlio mi ha detto di aver ucciso Noemi la sera prima del ritrovamento del corpo". Secondo quanto ha appreso l’Ansa, lo avrebbe detto il padre del 17enne ad alcuni familiari commentando le indagini a sua carico per sequestro di persona e occultamento di cadavere. Anche il Messaggero evidenzia come il padre del giovane avrebbe detto ad alcuni familiari di avere saputo che il figlio voleva andare a confessare il delitto di Noemi la sera prima e di averlo esortato: “Se hai le palle vai”. C’è però da dire che di fronte alle telecamere di Chi L’Ha Visto?, nel momento in cui la giornalista durante l’intervista ai genitori di L.M. comunicava loro il fatto che il figlio aveva confessato di aver ucciso la fidanzata, l’uomo era apparso sorpreso e sconfortato.
Il 17enne avrebbe anche lasciato un biglietto ai genitori; la madre l’ha letto ieri durante la trasmissione televisiva Pomeriggio 5: “Quello che ho fatto è stato per l’amore che provo per voi. Noemi voleva che io vi uccidessi per potere avermi con sé. Sono un fallito e mi faccio schifo. Vi voglio bene papà e mamma”. Il fidanzato di Noemi ha ammesso di aver commesso il delitto solo dopo 11 giorni dalla scomparsa della ragazzina e comunque dopo il ritrovamento del cadavere, ma anche e soprattutto dopo essere stato messo sotto torchio per ore e ore dagli inquirenti. Alla fine ha indicato il luogo in cui si trovava il cadavere di Noemi Durini: un cumulo di sassi in aperta campagna a Castrignano del Capo, paese un trentina di chilometri dal comune in cui vivevano i due ragazzi.
“Ho sbagliato, potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino”, avrebbe detto il giovane, con alle spalle tre TSO, in un momento di sconforto. Secondo quanto scrive l’Ansa, ora è tenuto costantemente sotto controllo nel timore che possa compiere gesti inconsulti. Ora si trova in una struttura protetta e “alterna stati di depressione ad agitazione”. La direttrice della struttura – a quanto si apprende – avrebbe espresso la sua preoccupazione e avrebbe disposto che all’interno non trapeli alcun particolare sul clamore mediatico prodotto dal delitto. Il giovane presto sarà sottoposto all’interrogatorio di convalida del fermo da parte del giudice.
Il caso dell’omicidio di Noemi Durini peraltro si complica. La famiglia della vittima aveva infatti denunciato alle autorità il comportamento violento del giovane, ma anche gli stessi familiari del fidanzato aveva contro-denunciato la ragazza, accusandola di atti persecutori. L’esposto, secondo quanto si apprende, sarebbe stato presentato alcuni mesi fa e 15-20 giorni dopo c’è stato quello presentato dalla madre di Noemi. In particolare, la famiglia Durini aveva denunciato L.M. per maltrattamenti mostrando il referto di un ospedale che aveva diagnosticato 3-4 giorni di prognosi per uno schiaffo ricevuto da lui. La donna si era poi rivolta anche ai servizi sociali, tanto era forte il suo desiderio di allontanare quel ragazzo dalla figlia. Lo scorso luglio era stata convocata da un’assistente del Tribunale dei minori. Ora della vicenda si occuperà anche il Consiglio superiore della magistratura: ci saranno verifiche per stabilire se ci siano state criticità e omissioni da parte della Procura e delle autorità.
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