L’azienda non può contattare il medico che ha redatto i certificati medici al dipendente in malattia per verificare che essi siano autentici e per sincerarsi della genuinità della malattia. La notizia, decisamente importante per chi si assenta dal lavoro, è stata diffusa dal portale Laleggepertutti che ha aperto uno spiraglio per i lavoratori che hanno problemi con le assenze per malattia e i relativi controlli del medico fiscale.
Il datore di lavoro che nutre dubbi sull’attendibilità dei certificati medici inviati dal dipendente in malattia – spiega il portale di diritto – può sincerarsene solo contattando l’Inps e chiedendo la visita fiscale; in ultima analisi potrebbe sempre proporre una causa contro il lavoratore. Gli è invece interdetto telefonare al medico curante e chiedergli maggiori informazioni: un tale comportamento viola, infatti, la privacy del dipendente e, non essendo contemplato da alcuna norma, deve considerarsi illecito. È quanto chiarito dal Garante della Privacy con una decisione di qualche anno fa.
Il lacvoratore diligente si fa rilasciare il certificato dal proprio medico curante, si assicura che quest’ultimo li invii telematicamente all’Inps e, per maggior scrupolo, telefona al datore di lavoro e gli anticipa la propria assenza.
L’azienda, ricevendo il certificato medico del dottore che ha in cura il lavoratore, ha già tutti i dati sufficienti per valutare l’effettività della malattia e, qualora dovesse ritenere tali elementi non soddisfacenti, potrebbe sempre chiedere maggiori informazioni all’Inps, circostanza che vale anche per quelle pubbliche amministrazioni non ancora al passo coi tempi, che non si sono adeguate al certificato medico telematico.
In particolare – prosegue il Garante della Privacy – il datore di lavoro ha una serie di strumenti di controllo per prevenire e contrastare condotte assenteistiche e fraudolente dei dipendenti che fingano di essere malati per assentarsi dal lavoro: strumenti che consistono in
In estremo, qualora l’azienda – pubblica o privata che sia – sospetti che la malattia sia fittizia, potrebbe proporre una causa, previa acquisizione delle prove della falsità della malattia (eventualmente delegando un’agenzia investigativa), al fine di verificare l’attendibilità della certificazione prodotta dal lavoratore ed accertare eventuali illeciti

fonte: Laleggepertutti