BIMBO SI IMPICCA, AMICHETTI IN LACRIME. 'FORSE A SPINGERLO È STATO UN BULLO' - FOTO

ROMA - Un dubbio atroce assale gli investigatori: e se il bimbo di 10 anni che ieri si è impiccato nella casa dei nonni, appena rientrato da scuola, fosse vittima dei bulli? Al momento, non c'è ancora una spiegazione alla morte di un bimbo di 10 anni che ieri a Roma è stato trovato impiccato con una sciarpa all'interno del bagno nell' appartamento dei nonni. La polizia sta effettuando comunque accertamenti per risalire alle cause che avrebbero potuto portare il bambino ad impiccarsi. Tra queste c'è anche l'ipotesi del bullismo, che finora non è stata comunque accertata. Ed è choc anche per la vicenda di una ragazzina dello stesso istituto che il piccolo frequentava, la quale ha sussurrato parole altrettanto inquietanti ad un'insegnante. Nella classe del bimbo, presso la scuola media Duca D'Aosta, nel quartiere San Giovanni, questa mattina i suoi amichetti hanno appreso la notizia dal preside, Domenico De Zen. Choc e lacrime non solo in quell'aula ma in tutto l'istituto, dove insegnanti, bidelli, genitori e bimbi parlano di «una tragedia senza risposte». Il piccolo arrivava spesso a scuola tenendo per mano la madre e senza volerla lasciare. Ma dopo qualche mugugno entrava in classe. Il preside, i docenti e gli stessi amici parlano di «un bimbo sereno, con voti nella media e che non litigava con nessuno». Aveva un'amichetta del cuore. Assieme a lei aveva frequentato la stessa classe alle elementari e adesso si erano ritrovati insieme anche alle medie. Tra loro mai nessuna letterina d'amore. Ultimamente il bambino aveva avuto qualche problema al pancino, che sembrava ormai risolto. Insomma, più i conoscenti e gli investigatori scavano nella breve vita del piccolo alla ricerca di risposte e più si sprofonda in un rebus angoscioso senza uscite. La madre è ancora sotto choc, mentre negli occhi dei nonni ci sono quei momenti in cui hanno tentato di soccorrere il loro nipotino liberandolo da quella sciarpa. Anche l'ipotesi di un'emulazione sembra allontanarsi, visto che di fronte al tubo dove il bimbo avrebbe legato la sciarpa non c'era neppure uno specchio. Sconvolta dalla vicenda, un'insegnante della media Duca D'Aosta ha lanciato l'allarme riferendo al preside una frase che spesso una sua alunna della seconda media le ripete: «a volte vorrei morire». La scuola si è subito attivata parlandone con la famiglia e coinvolgendo uno psicologo. Nessuno sa ancora chi e cosa possa aver spinto un bambino di dieci anni a trasformare la sua sciarpa in un cappio per morire. Ma è quasi certo che nell'istituto, nei prossimi mesi, il commissariato possa attivare un corso contro il bullismo. IL BIMBO PASSAVA LA GIORNATA CON I NONNI I genitori del piccolo, due impiegati romani, da quattro anni avevano deciso di separarsi consensualmente, senza conflitti. E il piccolo passava con i nonni la maggior parte della giornata, visto che i genitori lavoravano durante il giorno. Da quest'anno frequentava la prima media e aveva voti superiori alla sufficienza. Insomma, un ragazzino tranquillo.
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