Ancora allarme nelle Marche per il ‘Blue Whale Challenge’, il nuovo ‘gioco suicida’, dopo che al Salesi di Ancona è stata portata d’urgenza un’adolescente pescarese, e nell’ultimo mese almeno quattro ragazzini, tutti intorno ai dieci anni, sarebbero stati accompagnati dai genitori dopo aver compiuto atti di autolesionismo. Emergono ora sette casi sospetti, sembra tutti circoscritti in una scuola media di Osimo. Nella cittadina a sud-ovest di Ancona, infatti, diverse famiglie hanno denunciato il comportamento dei loro figli, che sono stati trovati con dei tagli alle braccia.
Nei giorni scorsi, la psicologa Gloria Trapanese, che ha trattato uno dei casi sospetti, ha spiegato senza mezzi termini: “Siamo in piena emergenza”. Ora invece a parlare è la dottoressa Nelia Zamponi, che dirige il reparto di neuropsichiatria infantile del Salesi, dove è ricoverata l’adolescente pescarese. Il medico si è soffermato, in un’intervista al ‘Resto del Carlino’, su un punto: “L’importante sarà ricreare una rete protettiva adeguata per affrontare questa prima fase, molto delicata”. Quindi evidenzia: “I giovani cercano aiuto e alcuni dettagli della storia, come il pc lasciato aperto, mi fanno pensare che lei cercasse un appiglio”.
Compiere gesti di autolesionismo sta diventando una pratica sempre più diffusa tra gli adolescenti e già prima dell’avvento del ‘Blue Whale’ si segnalavano tantissimi episodi del genere, spiegano gli esperti. Sui social, basta digitare hashtag come #cut, #depressed o #autolesionismo e anche il meno esperto in materia si trova davanti una carrellata di immagini inquietanti.

fonte: direttanews.it