Bollette più care per gli italiani a causa di un errore commesso dalle aziende energetiche. Secondo un'analisi condotta dall'Autorità per l'energia la tassa di Robin Hood, entrata in vigore nel 2008, sarebbe stata estorta dalle aziende energetica ai poveri clienti, che alla fine l’hanno pagata nella loro bolletta.
144 società energetiche nel 2011 potrebbero aver indebitamente fatto pagare ai clienti fino a 508 milioni di tasse, 73 le sospettate per il 2010 , per un massimo di 42,3 milioni.
La legge vieta esplicitamente di riversare la Robin Tax sugli utenti sotto le varie voci del conto e l'Autorità ha il compito di sorvegliare dulle eventuali violazione di legge, tuttavia il problema è che non dispone di alcun potere sanzionatorio, limitandosi a poter solo riferire al Parlamento. L'Autorità, nel 2013, ha intimato ad adempiare ben 13 società del settore petrolifero e 4 del settore energia elettrica e gas, avviando 17 procedimenti sanzionatori dopo un monitoraggio per il triennio 2010-201. L'Autorità ha dichiarato che “una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato” e per l’esercizio 2010, la Direzione Osservatorio, Vigilanza e Controlli dell’Autorità – in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza – ha inviato richieste di motivazioni a 87 società che presentavano indizi di traslazione; di queste, 14 hanno fornito risposte esaustive, mentre nei confronti delle altre 73 sono previsti ulteriori approfondimenti.
PER CAPIRNE DI PIU'- L’addizionale Ires corrisposta da queste 73 società per il 2010 è di 42,3 milioni di euro (su un totale di 527 milioni di euro) e rappresenta l’entità massima di una possibile traslazione. Per l’esercizio 2011, su 401 soggetti vigilati, è stata riscontrata una variazione positiva in 144 casi e l’addizionale Ires dovuta da questi operatori ammonta a circa 508 milioni di euro (su un totale di 1.482 milioni di euro), dei quali 146 milioni sono relativi al settore petrolifero e 362 a quello dell’energia elettrica e gas. L'Autorità garantisce che, ai soggetti che presentano maggiori indizi di traslazione, stanno per essere trasmesse specifiche richieste di motivazione per svolgere gli ulteriori approfondimenti necessari a individuare i casi di possibili condotte traslative. Il vero limite è che, anche in caso di frode, l'Autorità non potrà intervenire ma dovrà deferire la questione all'autorità giudiziaria.
ROBIN HOOD TAX- La maggiorazione Ires introdotta con la Robin Hood Tax ha determinato, nel biennio 2011-2012, un gettito stimato di oltre 2,8 miliardi, dei quali 2,4 da imprese del settore elettrico e del gas e circa 400 milioni da società petrolifere. A evidenziarlo è la Relazione annuale sull’attivitò di vigilanza svolta nel 2013 dall’Autorità per l’energia sul divieto di traslazione della maggiorazione Ires sui prezzi al consumo. Dal rapporto emerge la progressiva diminuzione, a seguito di diversi interventi normativi, del numero di operatori vigilati dai 552 del 2009 ai 386 nel 20122, mentre dall’esercizio 2013 sono previsti accertamenti a campione sulle imprese con fatturato superiore a 482 milioni. Inoltre, "il monitoraggio svolto per il triennio 2010-2012 ha evidenziato ancora una volta che una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato".
Dunque ci sarebbe stato un addebito fraudolento che ha portato ricadute sulle tasche degli italiani. Altro che rubare ai ricchi per dare ai poveri...
Fonte: net1news