Tante sono le vicende personali riguardanti le vittime della strage al Pulse, locale gay di Orlando, dove un giovane di origine afgana, Omar Mateen, ha sparato uccidendo 50 persone e ferendone 53, dopo aver inneggiato allo Stato islamico, che stanno emergendo in queste ore. Gli ultimi istanti di vita di alcune delle persone coinvolte sono stati descritti attraverso sms, messaggi sui social network e le voci terrorizzate nelle ultime telefonate ai familiari.
Tra le persone rimaste uccise c’è anche Brenda Marquez McCool, 49 anni, mamma di undici figli. Proprio per difendere uno di loro, la donna si è presa un proiettile del killer, come ha raccontato sua cognata: “Brenda lo ha visto puntare la pistola e ha detto al figlio ‘sta giù’, prendendo la pallottola al suo posto. Si è fatta uccidere, ecco quanto amava i suoi figli. Se non ci fosse stata lei Isaia sarebbe morto”. La mamma e suo figlio 21enne erano molto legati e diverse volte erano andati a ballare insieme.
Sua figlia, Khalisha Pressley, ha detto alla NBC News che sua madre aveva battuto il cancro due volte ed è stata “la più dolce, amorevole persona nel mondo”. Brenda Marquez McCool, poco prima dell’irruzione del killer, aveva pubblicato su Facebook un video di due persone che ballano al Pulse. Quelle immagini sono state ricondivise da centinaia di utenti, intanto anche Isaia ha voluto ricordare la mamma su Facebook.