Marvin Salter, figlio adottivo di Jackie Fox, una donna morta per un cancro alle ovaie, per anni ha dato battaglia al talco della nota marca Johnson & Johnson, che considerava causa del tumore della mamma.
Nelle scorse ore, un tribunale del Missouri ha dato ragione all’uomo sostenendo che effettivamente la madre, morta a 62 anni, aveva riportato gravi conseguenze per la salute dall’uso pluridecennale del prodotto, così ha condannato l’azienda a un maxirisarcimento in sede civile da 72 milioni di dollari, dei quali 10 di danni effettivi, più 62 di danni “punitivi”.
La Johnson & Johnson impugnerà la sentenza, ma intanto la multinazionale è stata bombardata dagli utenti, visto che anche in passato c’erano state polemiche per lo shampoo per bambini che non avrebbe dovuto bruciare agli occhi e che conteneva diossano e formaldeide, entrambi considerati probabili cancerogeni per l’uomo. Anche in quell’occasione, vi furono petizioni e azioni di boicottaggio.
“Non abbiamo responsabilità più grande che la salute e la sicurezza dei consumatori e siamo delusi dall’esito del processo. Siamo vicini alla famiglia Fox ma crediamo fermamente che decenni di prove scientifiche supportano il fatto che il talco è sicuro”, ha detto la portavoce dell’azienda, Carol Goodrich.
Si tratta comunque di una sentenza controversa, tant’è che Cancer Research UK sul suo sito web rileva: “Se qualcosa provoca veramente il cancro, ci si aspetterebbe che le persone che ne sono più esposte dovrebbero avere un rischio più elevato di averlo. Per esempio, più si fuma, più alto sarà il rischio di avere un cancro ai polmoni. Ma la maggior parte degli studi non hanno trovato una relazione simile per uso talco e cancro ovarico”.
