Con quell'espressione un po' così, pacioccona e rubiconda, si potrebbe rischiare di sottovalutarlo, ma Kim Jong-un, nato l'8 gennaio del 1984, il più giovane Capo di Stato del mondo, è un dittatore senza scrupoli e molto pericoloso, come il suo popolo sa bene, ma non può dire. Per capire chi è davvero questo ragazzotto che ha studiato in Svizzera (sotto falso nome) che ama il basket, il lusso e le donne, può essere utile ripercorrere le follie che riescono a trapassare il muro di buio e censura totale che il regime di Pyongyang ha deciso per il suo popolo. In Corea del Nord infatti esiste solo una tv e una radio nazionale: il popolo non è a conoscenza di quello che accade nel mondo, né nella sua stessa nazione.
L'ultima di Kim Jong-un, lanci di missili e mega parate militari a parte, arriva da Radio Free Asia secondo cui un militare del regime ha raccontato che un gruppo di soldati è stato arrestato per… una barzelletta sul leader supremo. Secondo la fonte, i militari avrebbero paragonato Kim Jong-un a un bambino dell'asilo malato di mente. Questi uomini potrebbero ora esser condannati a morte.
Ma questo è solo l'ultimo di una serie di episodi che stanno facendo perdere popolarità al leader tra il suo popolo, soprattutto tra i soldati.
Uno dei casi più celebri e crudeli probabilmente è la truce esecuzione ordinata dal leader supremo nei confronti dello zio, Jang Song Thaek accusato di cospirazione e buttato assieme a cinque collaboratori dentro una gabbia con dentro 120 cani che non mangiavano da tre giorni. Allo "spettacolo" Kim Jong-un ha voluto assistere di persona, assieme a 300 alti funzionari dell'esercito.
È anche capitato che, nel 2013, abbia ordinato la fucilazione della sua ex fidanzata assieme ad altre 11 persone. La donna, Hyon Song-woi, una cantante, è stata uccisa assieme agli altri per alcune presunte foto p***ografiche.
Kim Jong-un è questo: un dittatore che le elezioni le indice, ma sulla scheda elettorale c'è un solo nome, attentamente selezionato dal suo partito, l'unico, il Partito del Lavoro di Corea. E chi si azzarda a votare comunque contro, viene accusato di tradimento, rischiando carcere e torture.
In Corea del Nord può capitare di essere giustiziati perché al comandante supremo non è piaciuto l'aeroporto che hai progettato, come successo all’architetto Ma Won-chun, ucciso subito dopo la visita di Kim al nuovo terminal che non era stato di suo gradimento.
Manie e paranoie si accavallano in Kim. Grande amante del vino bordeaux (si vanta di averne bevute 10 in una sole notte) e ghiotto di Emmental, mangia solo la verdura del suo orto che fa passare al microscopio per paura di essere avvelenato.
«Kim Jong-un è terrorizzato dall’apertura dei Paesi comunisti – ha dichiarato Shin Dong-hyuk, primo esule della Corea del Nord – , sfrutta il suo popolo con l’inganno. Schiavizza la propria gente – continua l'intellettuale nato in un campo di prigionia e riuscito a fuggire – e la spedisce in Siberia o a Dubai per lavorare nelle foreste o costruire grattacieli nel deserto, in cambio di pochi dollari al giorno, mentre la gran parte la incassa il governo. È così disperato e affamato di denaro che ha fatto costruire una chiesa (in realtà non è consacrata) a Pyongyang, ovvero nella capitale di un Paese dove ogni culto religioso è proibito, pena la prigione nei campi. Nella chiesa si celebrano funzioni ma solo perché il regime spera che visitatori, fedeli di passaggio, turisti, o uomini d’affari lascino un’offerta. Poi gli esattori del regime puntualmente passano a incassare. E continuerà ad essere sanguinario con la sua gente e arrogante col mondo perché in fondo la comunità internazionale glielo consente, per fermare Kim occorrerebbe una “primavera nordcoreana”. ».

fonte: fanpage.it