Un autentico terremoto si abbatte sul Napoli e sulle sue strategie di calciomercato. Il fratello-agente di Gonzalo Higuain, Nicolas, parlando in Argentina ai microfoni di 'Closs Continental', ha fatto l'annuncio che nessun tifoso azzurro avrebbe mai voluto ascoltare.
"Higuain non rinnoverà il suo contratto. Il Napoli chiede la clausola rescissoria per cederlo e con Gonzalo abbiamo deciso di non prolungare". Clausola ormai arcinota, che ammonta a circa 94 milioni di euro: una cifra troppo impegnativa per qualunque club desideroso di acquistare l'argentino e vista evidentemente come una 'prigione' dal diretto interessato.
"La nostra scelta ora è di non rinnovare - ha aggiunto Nicolas Higuain - L'anno prossimo vedremo cosa succederà e nel caso arriveremo a scadenza". Il contratto del Pipita scadrà nel 2018. De Laurentiis, per monetizzare, dovrebbe vendere quest'anno o il prossimo il suo gioiello, per non perderlo a zero tra due estati.
La prospettiva di un addio immediato, ad ogni modo, non sembra così concreta, a sentire l'agente del centravanti: "Gonzalo è ultra-professionale e rispetterà il contratto con il Napoli. Ma a queste condizioni non rinnoviamo".
Dalle parole di Nicolas Higuain traspare delusione per il mancato salto di qualità da parte della società, in termini tecnici e progettuali. Il secondo posto di quest'anno, evidentemente, non è bastato: "Gonzalo è arrivato a Napoli perchè c'era un progetto ambizioso, di crescita. La risposta del club non è stata corretta".
Non poteva mancare un passaggio dell'intervista dedicato alla bruciante sconfitta dell'Argentina in finale di Coppa America. Una sconfitta le cui colpe sono state addossate da molti tifosi dell'Albiceleste proprio ad Higuain, che nel primo tempo ha fallito una palla-goal da ottima posizione: un classico, purtroppo per il Pipita, delle ultime amarissime finali.
"Nè Gonzalo è un assassino, nè Aguero è un traditore", ha rimarcato convinto lo stesso Nicolas, riferendosi alla presunta volontà dei due attaccanti di imitare Messi riguardo al progetto di lasciare la nazionale. "L'Argentina arriva alle finali ma non è il Barcellona di Guardiola. Certo, è un dolore enorme non laurearsi campioni". Un dolore che si ripete ormai da 23 anni, dall'ultimotitulo vinto, la Coppa America del 1993.
