CLAMOROSO: YARA, IL GIP NON CONFERMA IL FERMO PER BOSSETTI. ''SERVONO ALTRI ACCERTAMENTI'' - VIDEO
Casa Bossetti è stata messa sotto sequestro. Poco fa, dopo quasi due ore di sopralluogo, carabinieri e polizia sono usciti dalla villa di Mapello, portando via due grandi sacchetti.
Uscendo hanno sigillato l'abitazione di via Piana di Sopra. «Immobile sottoposto a sequestro penale su disposizione della procura della Repubblica», si legge ora alla porta d'ingresso dell'uomo fermato in merito all'omicidio di Yara Gambirasio.
Il gip di Bergamo ha deciso che Massimo Giuseppe Bossetti deve rimanere in carcere, pur non convalidando il fermo dell'uomo. Lo ha spiegato il legale di Bossetti Silvia Gazzetti.
Il gip ha disposto la misura cautelare in carcere per Bossetti, ritenendo evidentemente sussistenti gli indizi di colpevolezza, ma non ha convalidato il provvedimento di fermo, giudicando che non esisteva il pericolo di fuga su cui era basato.
Alcuni uomini sono affacciati al balcone, chi cammina lungo la via acciottolata in cui Bossetti vive con la moglie Marita Comi, la suocera e tre figli. Lunedì, dopo il fermo di Bossetti, la moglie e i tre figli erano andati via e da ieri anche la suocera, che vive nella stessa abitazione, aveva deciso di abbandonare il piccolo paese in provincia di Bergamo.
IL PADRE DI YARA CONOSCEVA BOSSETTI Intanto il settimanale Panorama ha svelato un vero e proprio colpo di scena nelle indagini riguardanti l'omicidio della piccola Yara. Fulvio Gambirasio, il padre della tredicenne, e Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino, lavoravano nello stesso cantiere nei giorni in cui la ragazzina è scomparsa all'uscita dalla palestra di Brembate Sopra: il primo con la sua ditta che realizza coperture per costruzioni, il secondo come muratore.
Il sito di Panorama ne dà notizia registrando le dichiarazioni che avrebbero fornito i colleghi che lavoravano con loro. Una versione, questa, che contrasta con quanto riferito da Fulvio Gambirasio, che ha sostenuto di non aver conosciuto Bossetti, e con quanto dichiarato dallo stesso Bossetti nell' interrogatorio di stamani.
L'AMICO DELL'ORATORIO «Non lo posso sapere, non lo so. Se lo conoscessi ora potrei dirlo, ma sono passati troppi anni». Luca, responsabile di un supermercato di Brembate di Sopra, non si sbilancia sulla possibilità che Massimo Giuseppe Bossetti, possa essere l'autore dell'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne ammazzata il 26 novembre del 2010. Il presunto assassino della 13enne »ha vissuto a Brembate di Sopra per un periodo« quando era ragazzino, sottolinea il responsabile del supermercato, suo 'ex compagno di oratoriò. «Lo conosco perchè io sono nato a Brembate e lui ha vissuto qui -dice all'Adnkronos- io ho 38 anni e lui 44, quindi abbiamo solo sei anni di differenza. Qui ci si conosce tutti». Da piccolo il responsabile del supermercato incontrava Bossetti per strada e gli è capitato di giocare nelle vie insieme a lui. «Ci salutavamo -precisa l'uomo- ma ci conoscevamo più che altro di vista». Poi Bossetti «circa 20/25 anni fa, se ne è andato da Brembate» per trasferirsi prima a Terno d'Isola e poi a Piana di Mapello. Nel supermercato di Luca, Bosseti si reca «raramente, magari una volta al mese». Il suo atteggiamento è sempre stato, a detta del responsabile, cordiale ma sbrigativo, «sulle sue. Saluta educatamente ma nulla di più».
FERMO NON CONVALIDATO, MA BOSSETTI RESTA IN CELLA"
Il gip di Bergamo ha deciso che Massimo Giuseppe Bossetti deve rimanere in carcere, pur non convalidando il fermo dell'uomo. Lo ha spiegato il legale di Bossetti Silvia Gazzetti.
fonte: leggo.it
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