Claudio Lippi vuota il sacco e attacco la Rai, rea di non farlo lavorare.
In un'intervista rilasciata ai microfoni di Tiscali, Claudio Lippi ha commentato l'attuale momento della tv di Stato:
"La Rai sta attraversando forse il peggior momento degli ultimi 50 anni. La politica fa dei danni pazzeschi e molte persone sono messe lì per appartenenza politica. Non c'è spazio per chi come me ha esperienza in molti ruoli. Lo spazio c'è per quelli che ci sono da sempre. A parte che poi la polemica sui tetti agli stipendi mi ha fatto ridere per non dire piangere" - afferma Lippi che sul tetto stipendi aggiunge -
"È indubbio che anche il servizio pubblico debba fare i conti con le spese e la raccolta pubblicitaria. Molti colleghi hanno contratti onerosi. Perfetto. Allora si potrebbe ragionare così: fai ascolti e li fai riguadagnare? Bene. Non fai ascolti adeguati? Allora quella cifra va rivista. Io sarei pronto a firmare un contratto con la Rai che preveda un fisso, che potrebbe essere pari a quello di un dirigente. Il resto sarebbe una percentuale basata sugli ascolti che andrebbe condivisa con gli autori e con tutti coloro che contribuiscono a fare grande quel tale programma. Secondo me sarebbe una rivoluzione. Anche se molti colleghi conduttori non accetterebbero mai".
Claudio Lippi, inoltre, svela di aver portato in Rai diversi, nuovi progetti che, però, non sarebbero stati presi in considerazione:
"Ho portato dei progetti che ingenuamente pensavo sarebbero stati almeno valutati. E invece niente. Compriamo format dall’estero ma così ci bruciamo la creatività. L’unica che oggi produce qualcosa e vende anche all’estero è Maria De Filippi".
Infine, Lippi aggiunge:
"Ho incontrato Andrea Fabiano, il direttore di Rai1. A lui ho detto che non credo di avere il diritto divino di lavorare ma almeno di sapere se la Rai mi considera una risorsa o uno scoppiato. Perché io vedo alcuni colleghi sull’orlo della sovraesposizione e tanti altri non utilizzati. Non ho niente contro Amadeus che è un vero amico ma che senso ha che lui passi dai ‘Soliti ignoti' a ‘Reazione a catena'? Possibile che non si faccia lavorare nessun altro a parte quei quattro o cinque soliti? Si vocifera che Fazio andrà via, così come Giletti e Alberto Angela ma non è possibile che un’azienda come la Rai dipenda solo da pochi volti noti, magari assistiti da manager potentissimi".

fonte: inews24.it