In tempi di crisi, le spese che prima erano considerate quasi alla portata di tutti, sono adesso diventate un lusso per pochi. Dalla pizza al ristorante alle scarpe per lavorare, molti italiani sono costretti a scegliere marchi e negozi di seconda o infima scelta per fare i propri acquisti.
Allo stesso tempo, il nascere di negozi di origine non italiana, spesso gestiti da cinesi o da chi per conto loro, ha portato sul mercato prodotti di dubbia qualità, che oltre a risultare di scarsa qualità e di pessimo gusto, possono costituire un serio rischio per la salute di tutti noi.
Marco Carollo, milanese di origini siciliane, si è recato presso uno di questi negozietti etnici per comprare un paio di scarpe per il suo nuovo lavoro presso un ristorante per il quale lavorava occasionalmente.
Non potendosi permettere un paio di scarpe firmate ha dovuto optare per un prodotto cinese, all’apparenza normale ma che avrebbe finito per costringere Marco a pagare un prezzo molto più alto.
Dopo solo qualche ora di utilizzo, Marco ha cominciato ad accusare uno strano dolore agli arti inferiori. Trovandosi in pieno servizio non ha potuto fermarsi per controllare. Dopo il turno, tuttavia, il dolore si era fatto quasi insopportabile.
I piedi di Marco erano ricoperti di ustioni su tutta la superficie e dopo qualche giorno i piedi si erano completamente incancreniti. Adesso Marco non potrà camminare più e rischia di dovere amputare i piedi.
Ancora una volta, la crisi miete una vittima colpevole di non essere facoltosa.
