CONSEGUENZA DEL TERREMOTO - ''VALANGA SULL'HOTEL RIGOPIANO'' 20 OSPITI SONO INTRAPPOLATI ALL'INTERNO


Una valanga avrebbe investito l'hotel Rigopiano di Farindola, alle falde del Gran Sasso pescarese. L'allarme è stato dato da due clienti.

Sarebbero in totale una ventina gli ospiti registrati nella struttura, secondo quanto si apprende sulla base dei registri della Prefettura. A questi si aggiungono i dipendenti.

Al momento tutti i telefoni risultano muti, compresi i cellulari. I soccorritori stanno cercando di raggiungere la struttura con ogni mezzo.

Sulla pagina Facebook della struttura l’ultimo post è di questa mattina, prima della scossa: «causa maltempo le linee telefoniche sono fuori servizio! Vi invitiamo a contattaci all'indirizzo email».

Alcuni utenti però hanno scritto di aver provato ad inviare email senza però ricevere alcuna risposta.

 

«FORSE VITTIME»

«Purtroppo è accaduta una terribile tragedia sembrerebbe ci siano delle vittime, ma è tutto da confermare». Lo scrive su facebook il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco. «E’ in atto in queste ore una bufera di neve. Una turbina si sta recando sul posto, per liberare la strada di accesso alla zona dell'albergo, dietro la quale c'è la colonna mobile dei soccorsi. In albergo c'erano 20 ospiti»

Situato a 1.200 metri di quota l'hotel Rigopiano - Gran Sasso Resort di Farindola (Pescara) è ispirato all'estetismo di Gabriele d'Annunzio. E' un albergo a quattro stelle situato in una posizione naturalistica privilegiata e dotato di molti comfort, tra i quali un centro benessere con piscina all'aperto e al chiuso, disposto a raggiera su una superficie di circa 1.200 metri quadrati con la vista sul mare. La struttura è utilizzata anche per convegni, congressi, seminari, corsi di formazione e workshop.



SOS LANCIATO DA UN OSPITE, SOCCORRITORI IN VIAGGIO
L’allarme è partito a seguito della chiamata attivata da un ospite dell'hotel i soccorsi diretti verso l'albergo Rigopiano che sarebbe stato investito da una slavina. I soccorsi - come riferisce Roberto Cutraci, consigliere comunale di Farindola - sono partiti un paio di ore fa da Pescara e da Penne: in movimento ci sono gli uomini del soccorso alpino e dei carabinieri, partiti da Penne, quelli dei vigili del fuoco, partiti da Pescara. La distanza da percorrere, in una situazione resa molto difficile dalla neve, è di 45 km da Pescara a Farindola e di altri 9 km da Farindola fino alla frazione di Rigopiano. Non è quindi escluso che ci vogliano altre 2 o 3 ore perché i soccorsi arrivino sul posto.


DRAMMA CAMPOTOSTO E PIZZOLI: «NOI COME TOPI»

Intanto un vero e proprio dramma si sta consumando a Campotosto e Pizzoli,nell’Aquilano.

«Sentiamo scosse in continuazione ma siamo impossibilitati a uscire: siamo bloccati dentro casa, come i topi». Parole pronunciate con vigore quelle del vicesindaco di Campotosto, Gaetana D'Alessio, che racconta il dramma del comune in provincia dell'Aquila e la situazione della frazione di Mascioni, in cui vive, e che ospita numerose persone anziane.

La neve qui, nella zona dell'epicentro delle quattro scosse, al confine con il Lazio al di là del quale c'è Amatrice (Rieti), è diventata per lunghissime ore una vera e propria trappola. E si attende la notte.

Nella frazione di Ortolano un uomo di 60 anni, fuggito da casa dopo la prima scossa, è finito sotto una slavina insieme al fratello. Quest' ultimo è stato tratto in salvo da altri residenti. Il 60enne, invece, è dato per disperso. Le ricerche sono state sospese in serata e le speranze di ritrovarlo in vita sono sempre più fievoli.

«Da noi a Mascioni la situazione è critica. La cosa più preoccupante è il terremoto», racconta una donna che gestisce un locale. «Sono volate bottiglie e bicchieri per terra, secondo me la magnitudo è molto più alta di quella comunicata perché neanche il 6 aprile 2009 era andata così. C'è gente che vive in strutture molto vetuste, in pietra. I telefoni sono saltati, l'elettricità non c'è, tra poco avremo anche bisogno dei medici perché senza riscaldamenti stiamo gelando».

Solo intorno alle 17 le prime squadre di Vigili del Fuoco riescono a raggiungere il comune.

A Campotosto il vento ha accumulato in molte zone tre metri di neve. E da lì parte un tweet: «Qualcuno è riuscito ad uscire dalla finestra e si sta aprendo un varco per la porta» è l'ennesimo tweet in attesa, precisa l'utente, «del soccorso alpino che abbiamo chiamato stamattina».

A 36 chilometri, in un altro comune, Pizzoli, la storia di Serena Testa. «Ci siamo liberati da soli», racconta Serena che ha spalato per tutta la giornata per liberare la propria auto bloccata sotto la neve nella frazione di Marruci.

«Ero in trappola, poi quando sono riuscita a ripartire, ormai a pomeriggio inoltrato, mi sono sentita libera. Non potevamo nemmeno scappare dalle scosse» Piange. La sua preoccupazione era la mamma ospitata in una struttura sanitaria evacuata a Montereale.

«Sono riuscita finalmente a sentirla». La casa presenta lesioni. Una volta fuori dal paese, sulla strada verso Barete dove sta avviando un'attività, racconta di «muri e muri di neve lungo la strada. Un paesaggio surreale, mai visto. Ci sono case completamente isolate e intrappolate dalla neve che ancora continua a cadere fortissima».

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