Di campagne dal forte impatto emotivo sui danni del fumo se ne promuovono sempre di più, ragion per cui in molti ormai conoscono quali sono i devastanti effetti sull'organismo del consumo di tabacco. Lungo una linea del tempo è possibile vedere gli effetti sia a breve scadenza sia sulla lunga durata, in un tentativo di incoraggiare chi teme che smettere possa essere troppo difficile. Si parte dalle 8 ore, entro le quali è già possibile annotare un primo passo avanti: tutto l'eccesso di monossido di carbonio è espulso dal sangue.

In 12 ore buona parte della nicotina è fuori dall'organismo.
In 24 ore il livello di monossido di carbonio scende ulteriormente, con la quantità di ossigeno nel sangue che torna a salire.
In 5 giorni quasi tutta la nicotina è stata eliminata.
In una settimana si acquisisce nuovamente un grande piacere: il gusto e l'olfatto, infatti, migliorano.
In un mese la pressione sanguigna torna a livelli normali e il sistema immunitario inizia a mostrare i primi segnali di ristoro.
In 6 settimane il rischio di un'infezione a seguito di una ferita o di un intervento chirurgico è sostanzialmente ridotto.
In 2 mesi cala produzione in eccesso di catarro nei polmoni.
In 3 mesi le funzioni polmonari danno evidenti segnali di miglioramento, con il recupero della capacità di auto-pulirsi.

Dopo 12 mesi dal momento in cui si smette di fumare il rischio di malattie cardiovascolari si è dimezzato rispetto a chi continua a fumare. Dire no alle sigarette riduce anche l'incidenza di malattie ai polmoni come bronchite cronica ed enfisema.
Dopo 10 anni il rischio di cancro ai polmoni è meno della metà rispetto a chi non ha smesso di fumare e continua a diminuire.
Dopo 15 anni il rischio di infarto ed ictus è praticamente lo stesso di quello di una persona che non ha mai fumato.
