''È stato come aver trascorso due anni all’interno di un film horror''. A parlare è la 35enne Samantha Miller che, dopo esser stata violentata e picchiata a lungo, si è fatta coraggio e ha fatto arrestare il suo compagno. La donna ha deciso poi di rendere pubblico il suo calvario, raccontando tutto al “Daily Mirror”, nella speranza di convincere altre vittime di relazioni violente a chiedere auto.
LE VIOLENZE RIPRESE IN CHAT ROOM – Samantha nel 2006 si era legata sentimentalmente a Sean Johnstone ed era andata a convivere con lui. Di lì a poco era anche rimasta incinta ma quello che sembrava un sogno d’amore si era ben presto trasformato in incubo. L’uomo aveva infatti iniziato a controllare la sua vita. Aveva buttato via i suoi trucchi e le imponeva quali vestiti indossare. Poi è passato agli abusi fisici e a violentarla mentre lei dormiva. “Mi svegliavo con lui sopra di me” ha raccontato. Ma il calvario era appena iniziato. Il compagno ha iniziato a riprenderla durante quelle violenze. “Il portatile era di fronte a me – ricorda la donna – e lui mi aveva detto che delle persone stavano guardando, che era collegato a una squallida chat room. Io in quel momento ero incinta al momento. Mi dette un pugno nello stomaco, poi mi violentò”. I pugni sul ventre in quel periodo erano frequenti e la loro bambina, alla nascita, riportò gravi danni cerebrali.
RAPPORTI COL ROTTWEILER E ALTRE UMILIAZIONI – Dalle violenze alle umiliazioni il passo è stato breve. “Una volta – racconta disgustata – mi ha costretta a fare sesso con il suo rottweiler. Mi ha puntato un coltello alla gola. Mi ha detto che se non l’avessi fatto mi avrebbe ucciso e mi ha colpito. Ero terrorizzata. Ho dovuto fare esattamente quello che diceva”. “Spesso – aggiunge – mi spegneva le sigarette addosso e mi colpiva con i coltelli e i cacciaviti che aveva in tutta la casa”.
