Si è spento il piccolo Daniel Plamadelaera, il bimbo di nove mesi finito in ospedale, prima a Rovigo poi a Padova dopo essere caduto dal seggiolone il 23 gennaio scorso nella sua abitazione di via Parenzo. Erano circa le 20 quando, secondo le prime ricostruzioni, la madre chiamò il 118, attendendo l’ambulanza in strada col piccolo tra le braccia, già in arresto cardiaco.
Il bimbo era stato portato prima in ospedale a Rovigo, poi a Padova, per un delicato intervento alla testa, dal momento che si era prodotto un grave ematoma al cervello. L’intervento era tecnicamente riuscito, ma le condizioni erano rimaste gravissime. Nella serata di sabato 6 febbraio la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: la morte del bimbo. Secondo i primi riscontri circa un mese prima della caduta del 23 gennaio scorso ce n'era stata un'altra, non altrettanto grave, con conseguente accesso al pronto soccorso.
Ora la vicenda cambia – e di molto – anche dal punto di vista della magistratura, che sull’episodio aveva aperto un fascicolo. Verosimile che la magistratura voglia verificare con attenzione se vi possano essere responsabilità nell’accaduto. Un atto dovuto, che non vuole comunque avere alcun accanimento né trovare un responsabile a tutti i costi.
Una tragedia immane, che ricorda molto da vicino quella verificatasi lo scorso luglio, quando a Gaiba perse la vita, anche in questo caso dopo giorni di lotta in ospedale a Padova, la piccola Brenda Occari, 15 mesi, travolta nella sua abitazione dalla caduta del televisore. In quella occasione la Procura, dopo tutti i riscontri del caso, ritenne non ci fosse alcuna responsabilità ascrivibile a carico della mamma e del papà. Il sostituto procuratore Monica Bombana, dopo tutti i riscontri del caso, aveva quindi chiesto e ottenuto l'archiviazione dell'indagine.

fonte: rovigooggi.it/