Spesso non facciamo attenzione anche a piccole cose che possono mettere in serio pericolo i nostri figli, le consideriamo situazioni scontate e che non possono arrecare nessun danno quando invece ci sorprendono terribilmente.
Una mamma non o potrebbe mai pensare che portare il proprio bambino in un supermercato possa generare un pericolo mortale come in questo caso, per questo si è voluto dare spazio alla volontà di diffondere la storia e la consapevolezza dei rischi che si corrono come nel caso di questo bimbo con salmonella presa in un contesto inimmaginabile.
Vivienne è una mamma di 35 anni che ha cinque figli, dunque una discreta esperienza a gestire la vita quotidiana nei vari differenti aspetti con i suoi bimbi. Non si considera una mamma eccessivamente apprensiva ma neppure superficiale, eppure non aveva mai riflettuto su un particolare importante, su una cosa che aveva sempre fatto, fino a quando le condizioni di suo figlio non la costringono, suo malgrado, a prendere in considerazione tutto ciò.
Come capita a tutte, Vivienne si reca un giorno a fare una spesa veloce presso il supermercato di zona, è con suo figlio Logan di dieci mesi, lo mette di fretta sul carrello della spesa e si accinge a fare le sue compere.
Dopo circa 24 ore, Logan inizia a sentirsi male, ad avere episodi continui di diarrea, vomito e febbre alta.
Ad un certo punto inizia anche ad avere sangue nelle feci.
Il bimbo non mangia per tutto il giorno successivo e la mamma angosciata, chiama il pediatra per avere consigli e sentirsi dire che, probabilmente, il bambino aveva solo un virus passeggero.
Il giorno ancora successivo, la situazione non è rientrata, anzi sembra peggiorare sempre di più, ancora non si era scoperto che il bimbo con salmonella stesse così male.
Il giovedì mattina, all’alba, Logan deve essere idratato in ospedale.
Il suo battito cardiaco era molto veloce, intorno ai 200-220 battiti al minuto.
Lo staff medico inizia a fare dei test, radiografie, tamponi e test delle urine.
Alla fine gli viene diagnosticato un adenovirus, rotavirus, salmonelle e meningite.
L’adenovirus è un’infezione che colpisce l’apparato respiratorio oppure si manifesta con infezioni che colpiscono gli occhi o l’intestino. Sono normalmente di lieve entità, ma, in questo caso, associato con le altre infezioni, anche l’adenovirus peggiorava in modo pesante il quadro generale.
D’altra parte il rotavirus causa gravi gastroenteriti e si trasmette anche per semplice contatto da persona a persona o attraverso superfici contaminate o, ancora, per via orale.
Logan era nato prematuro di 11 settimane, forse questo lo ha esposto maggiormente all’infezione batterica devastante che ha dovuto affrontare. E’ dovuto restare 10 giorni in ospedale, 8 dei quali nell’unità di terapia intensiva.
“Avevamo paura di perderlo, sembrava che i dottori non fossero in gradi di controllare l’infezione perché non sapevano di cosa si ci fosse che non andava nel piccolino.”
E la mamma continua dicendo:
“Ho cinque figli, sono ben abituata a vedere un bambino malato, eppure non ne avevo mai visto uno così.
