La comunità Lgbt è in fibrillazione programma dell’ormai sindaco di Roma,
Virginia Raggi, sono sparite le iniziative concordate nel Movimento a 5 stelle per rendere la Capitale “gay friendly” e combattere quella che il mondo gay definisce “transfobia”.
Lo spartiacque è stata un’intervista della Raggi ad Avvenire dove il candidato sindaco a proposito di maternità surrogata affermava: “Posso comprendere il fortissimo desiderio di una donna di mettere al mondo un figlio, ma non si può trasformare questa voglia in un diritto. Non si può comprare un dono al supermercato dei neonati. Non si può legittimare né tollerare una pratica che specula sul corpo di ragazze che, nella grande maggioranza dei casi, sono poverissime, fragili, disperate. Non accetto che si lucri sulla pelle di donne in gravi difficoltà economiche, a cui viene strappato un figlio appena nato per 20mila o 30mila euro”.
Nella stessa intervista dichiarava di non voler abolire il registro delle Unioni Civili: “Sono cattolica, mi sono sposata in Chiesa, ma non ci trovo nulla di strano nel regolare convivenze stabili. Dal punto di vista giuridico amministrativo non credo debbano esserci differenze con le famiglie tradizionali. E quando dico questo, intendo per le agevolazioni nell’acquisto della tessera dell’autobus o per andare a trovare in ospedale il partner malato, tanto per fare due esempi…”. Monica Ciripà, senatrice dem, aveva subito fatto notare che nel programma del MoVimento per Roma, mancavano riferimenti ai diritti delle persone omosessuali.
Un timore che sembra fondarsi su un’ulteriore riscontro: nel programma pentastellato per la Capitale si legge che obiettivo dei grillini è l’“organizzazione e la promozione di iniziative per una Roma città accogliente e tollerante nei confronti di tutte le diversità”. Una dichiarazione ritenuta davvero troppo timida per le ambizioni del mondo Lgbt.

fonte: direttanews.it