Un gol pesantissimo. La rete segnata da Zaza nel finale della gara col Napoli ribalta le gerarchie in vetta alla classifica (15a vittoria per i bianconeri, gli azzurri steccano alla 9a mancata), lascia in bilico la lotta scudetto (+1 sui partenopei) e dà un segnale molto forte al campionato: la Juve, nonostante la partenza a handicap, è ancora la più forte. Fortunata? Sì, anche. Quel tiro ‘concesso' all'ex attaccante del Sassuolo – libero di controllare e calciare verso Reina – ha sì beneficiato di una deviazione velenosa che ha ingannato il portiere ma è figlio anche dell'unica (forse) disattenzione commessa dai centrali partenopei nel corso di 90 minuti giocati in apnea con poco Pipita e altrettanto Dybala. A testimonianza di un match molto tattico, confronto serrato tra le due migliori espressioni del calcio italiano per interpreti e organizzazione.
Onore delle armi all'undici di Sarri ("sono di un'altra categoria", ha ammesso nel dopo gara) ma cosa accadrà adesso? L'aspetto psicologico è la questione da curare con maggiore attenzione: lunedì prossimo al San Paolo cala il Milan, in mezzo c'è la partita di Europa League contro il Villarreal. Servirà ricaricare le batterie in fretta e lasciarsi subito alle spalle la delusione per riprendere la marcia. Già, perché nulla è ancora deciso: 13 incontri in calendario, 39 punti a disposizione scandiranno il testa a testa estenuante per la vittoria dello scudetto.
Discorso aperto, compresa la possibilità che si arrivi a pari punti a fine stagione. Scenario ipotizzabile: dovesse succedere, cosa accadrebbe? Il regolamento è chiaro al riguardo: "Al termine del campionato in caso di parità di punti per la formulazione della classifica finale e l'attribuzione dei titoli sportivi, scudetto, qualificazione Champions, Europa League e retrocessioni, si terrà conto degli scontri diretti seguendo nell'ordine questi criteri: punti scontri diretti, differenza reti scontri diretti, differenza reti generale, maggior numero di reti segnate in generale, sorteggio".
Trasposto su Juventus e Napoli, la situazione è questa: parità per quanto riguarda i punti ottenuti nei confronti diretti (3 a testa); identica anche la differenza reti negli scontri (2-1 all'andata, 1-0 al ritorno, 2-2 nel complesso).
Cosa può spostare l'ago della bilancia in una situazione del genere? La differenza reti. E per questa ragione servirà fare maggiore attenzione alla fase difensiva: allo stato attuale, il Napoli ha una differenza reti favorevole è a +33 (53 gol fatti, 20 subiti), la Juve a +31 (46/15). Per un pugno di gol… e quello di Zaza non è mai stato così pesante.

fonte: fanpage.it