L’ex conduttore televisivo e attore di teatro, Luca Barbareschi, durante l’intervista a Il fatto quotidiano ha raccontato, senza nessun freno inibitore, la sua giovinezza vissuta tra eccessi e belle donne. L’attore non è nuovo a rivelazioni forti, ma questa volta ha superato davvero se stesso.
“Portatore sano di forfora, quando te ti facevi le seghe a Torino, io chiavavo Naomi Campbell, pippavo con Lou Reed a Kansas City, aravo con il c***o il mondo e guadagnavo miliardi, hai capito? Non voglio essere amico tuo, testa di c***o“. (È il contenuto di una telefonata intercorsa tra Barbareschi e Alberto Barbera, all’epoca direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, quando il suo film Something Good fu rifiutato.
“Degli anni di New York ricordo grandi divertimenti ed eccessi. La droga l’avevo incontrata prima. A Milano girava di tutto: LSD, mescalina, cocaina, fumo. E noi tutti, come idioti, a drogarci pensando di essere eversivi. L’eroina te la regalavano. Dei miei compagni di liceo in sei morirono di overdose”.
E poi parla dei figli e della lettera che gli ha scritto quando ha compiuto 60 anni: “Ho sbagliato spesso, mi sono drogato, sono stato egoista, ma voi – aiutatemi a capire – nei miei panni, al mio posto, cosa avreste fatto?”. Vedono un padre realizzato, ma forse non sanno che sono fragile e pieno di dubbi. Quale eredità gli lascio? Sicuramente non quella economica”.
“Non avranno un soldo e lo sanno. È stato un trauma, ma hanno potuto studiare in scuole interdette al 99,7 per cento degli esseri umani, possiedono più di un passaporto, conoscono le lingue, sono svegli e colti e possono lavorare ovunque. Nella mia logica errante, ai miei figli non lascio denaro, ma le opportunità di farsi strada nel mondo”.

fonte: tvnews24.it