Cosa succede se il caricabatterie resta attaccato alla presa della corrente elettrica anche di notte? Di certo si tratta di un’abitudine molto presente tra la gente, che molto spesso si dimentica di staccare la semplice spina senza conoscerne minimamente le conseguenze. Inoltre, in pochi sanno che il caricabatterie sempre collegato comporta un prezzo risibile soltanto all’apparenza. Il consumo giornaliero è piuttosto trascurabile e sembra nascondere un consumo in eccesso di lieve entità. In realtà, anche le piccole dispersioni possono incidere in misura sostanziale se si ragiona su base mensile, e ovviamente molto di più su quella annuale. Vediamo qual è la perdita dal punto di vista puramente economico se ci si dimentica ogni sera di staccare il fatidico caricatore. Non bisogna lasciare in secondo piano neanche il consumo di energia e il conseguente surriscaldamento dell’apparecchio stesso, che rende la sua autonomia anche nettamente inferiore.
Secondo quanto viene affermato da vari esperti del settore, tutti i caricatori connessi alla corrente consumano un determinato quantitativo di energia. La situazione vale soprattutto per i caricabatterie dei cellulari, senza ombra di dubbio i più diffusi e utilizzati in assoluto. Di conseguenza, bisogna cercare di cambiare questa abitudine ed evitare che certi modi di fare continuino ad essere perpetrati. Tutto ciò capita perché ogni piccolo apparecchio è fornito di un trasformatore dalle dimensioni minuscole. Quest’ultimo può provocare qualche danno anche perché una quantità di energia piuttosto trascurabile viene dispersa in ogni singola occasione e fa in modo che tale spreco possa essere pagato anche a caro prezzo
Ma entriamo nei particolari e vediamo cosa è scaturito dagli studi effettuati da una società competente in materia. Quest’ultima corrisponde al sito Web Energy Saving Secrets, che da sempre si occupa di abbattimento dei costi e di risparmio di energia per apparecchi maggiormente sostenibili nei confronti dell’ambiente. Una sorta di agenzia fondata sull’economia quotidiana che cerca di aiutare i propri numerosi utenti a scoprire il metodo giusto per spendere qualche soldo in meno per la fruizione di determinati servizi.
La studiosa Kathryn Senior ha così resi noti alcuni dati molto interessanti. Ad esempio, grazie a lei è possibile sapere che un caricabatterie riservato agli smartphone consuma soltanto 0,25 watt se viene collegato ad una presa di corrente. Un dato che vale anche quando il cellulare viene rimosso. Di conseguenza, tale sperpero risulta abbastanza irrilevante per le bollette dei cittadini. Ma si tratta soltanto di un’apparenza, dato che la realtà è ben diversa e si tramuta in una spesa in eccesso che potrebbe essere facilmente evitata.
A tutto questo, bisogna aggiungere che in realtà, in ogni famiglia, i telefoni cellulari presenti sono più di uno. Inoltre, agli smartphone bisogna aggiungere i tablet, i computer e gli elettrodomestici da cucina di qualsiasi genere. In pratica, il risultato relativo agli 0,25 watt deve essere moltiplicato per quattro o per cinque, generando un dato complessivo che inizia a diventare piuttosto allarmante. Ogni caricatore comporta ovviamente un determinato consumo anche se il dispositivo mobile che alimenta non è in realtà presente in un certo momento della giornata. Di conseguenza, prima di andare a dormire, o in generale in tutte le circostanze in cui non servono, i caricabatterie devono essere rimossi dalla loro presa corrispondente. Se si prende un accorgimento di questo tipo, si possonorisparmiare anche tra i 40 e i 50 euro all’anno.
Sia chiaro: il guadagno economico non è così evidente e non serve a cambiare la vita di una famiglia. Quando non si riesce ad arrivare a fine mese, una cifra di questo tipo non migliora di molto le cose. Ma perché spendere qualche soldo in più quando è possibile risparmiare, seppur non tantissimo?

fonte: letalpe.com