L’ultima eclissi visibile in Italia ha una data precisa: 4 anni fa. Per non dover aspettare altri 5 anni, preparatevi: tra le 9:00 e le 11:45, per godersi il Sole oscurato quasi al 50% dal passaggio della Luna. Bisogna rispettare alcuni consigli pratici, eccoli.
Consigli per non perdersi l’eclissi
Niente scherzi: il sole non si guarda mai direttamente, pena danni permanenti alla vista. Da evitare assolutamente il fai da te: niente vecchie pellicole, occhiali da sole. Meglio usare filtri appositi, si possono acquistare anche online.
Consigliati anche gli occhiali da saldatore con indice di protezione 14, non meno di 14, che si possono trovare nei negozi di ferramenta. Binocoli e telescopi possono essere utilizzati con filtri appositi, disponibili online e nei negozi di materiale astronomico.
Anche per le macchine fotografiche esistono filtri specifici.
Chi è esperto consiglia di regolare a mano l’esposizione, perché la grande quantità di luce solare può ingannare i sensori della macchina fotografica. Ma spieghiamo bene cos’è un’eclissi.
Un’eclissi di Sole avviene quando tra astro e terra c’è la luna, che proietta la sua ombra sul globo terrestre. L’eclissi può essere parziale o totale. Questo tipo di eclissi, dette Saros avvengono più o meno nello stesso periodo dell’anno, precise come un orologio svizzero: ogni 6.585,3 giorni, ovvero ogni 18 anni, 10 giorni e 8 ore.
Ecco un po’ di coordinate per seguire al meglio le eclissi: bisogna stare con gli occhi al cielo di mattina, con un orario di inizio leggermente diverso a seconda della località da cui la si osserverà: primi a vederla in Sardegna, alle 9.16 se ci si trova a Cagliari, poi a Roma(9.23), a Milano (9.24), a Napoli (9.25) e a Lecce e Trieste (9.30). Lo spettacolo concluderà poi intorno alle 11:45.
Intensità massima al Nord (ad Aosta sarà coperto il 67,2% del disco solare, a Milano quasi il 65%), diminuendo via via che si scende lungo al penisola (Roma 53,8%, a Napoli solo 39,7%, mentre a Siracusa non supererà il 39,7%).
Non sarà eclissi totale: a vederla di noi saranno in pochi, nel 2081. Per percepire l’eclissi, i nostri occhi compenseranno la mancanza graduale di luce, bisognerà prendere come punto di riferimento un edificio.