Quella di cui vogliamo parlarvi oggi è la storia di due famiglie, persone che senza volerlo hanno dovuto prendere una decsione ing rado di essere da esempio per tutti noi.
La prima famiglia è quella di Feng Liu Sinx, nata nel 2010 nel Nord della Cina, al confine con la Mongolia. Un’ischemia le ha causato una paralisi cerebrale. La sua vita è stata difficile e suo padre ha speso più di 30mila dollari in due anni per pagare le cure mediche per tenere in vita la figlia. Ma quando i genitori si sono resi conto che per la loro piccola non c’era più nulla da fare hanno deciso di donare gli organi, che è una cosa non molto comune in Cina.
Quando la piccola è stata portata in sala operatoria per l’espianto il padre non riusciva a trattenere le lacrime ma diceva: “Daremo speranza ad altre famiglie così eviteremo che altri possano sperimentare il nostro dolore”
Il fegato e i reni della bambina sono stati così divisi su tre riceventi. In segno di profondo rispetto, medici, infermieri e paramedici si inchinano davanti alla bambina che ha donato i suoi organi, così come davanti a tutti coloro che decidono di compiere questo gesto.
Solo nel 2010, in Cina è stato creato un registro nazionale per i trapiani. Precedentemente gli organi venivano espiantati esclusivamente dai detenuti e dai condannati a morte. Dal 2015 questa pratica è stata dichiarata illegale.
Nel 2010 il governo cinese ha stimato che solo 6 cinesi su 10milioni decide di donare i propri organi, per lo più per otivi religiosi o tradizionali. Questo rende la vita di chi è in attesa di un trapianto un vero calvario.
Anche per questo motivo ha avuto risalto anche una seconda storia, quella di Yang Yaori. Era un bambino di 11 anni, della provincia di Shenzen vicino ad Hong King, che desiderava diventare un medico prima che la diagnosi di un tumore cerebrale stroncasse i suoi sogni. Venuto a conoscenza della sua condizione, decise con estremo coraggio di donare i suoi organi, convincendo la madre a firmare per il consenso.
I genitori seppur straziati si sono detti orgogliosi del proprio figlio poichè il suo gesto ha lanciato un messaggio forte ed importante.
Sono storie che ci fanno riflettere tanto su un argomento così importante sul quale c’è ancora troppa poca sensibilizzazione.
fonte: L’esploratore